Il canile di Sulmona non riapre, gli animalisti protestano: denunciata la portavoce del corteo

24 Giugno 2026

La donna è stata fermata dagli agenti per aver violato gli accordi che prevedevano un sit-in statico. Ma gli attivisti non mollano e pretendono di sapere quale sia stata la sorte di decine di esemplari

SULMONA. Hanno sfilato lungo corso Ovidio da piazza XX Settembre con i loro amici a quattro zampe, esibendo cartelli e striscioni per chiedere la riapertura immediata del canile comunale. Poi hanno raggiunto palazzo San Francesco dove una delegazione, guidata da Mario Pizzola e Daniela Colaberardino, è stata ricevuta dal sindaco Luca Tirabassi. Ma l’incontro non ha prodotto i risultati sperati e ora il fronte animalista annuncia una nuova fase della protesta che potrebbe approdare direttamente sul tavolo del prefetto dell’Aquila, Vito Cusumano. Al centro della contestazione c’è la mancata riapertura del canile comunale di Sulmona. Una vicenda che si trascina ormai da anni e che continua ad alimentare interrogativi e polemiche.

Gli animalisti sostengono che la struttura sia pronta per tornare operativa e richiamano una determina comunale nella quale viene espressamente previsto che l’affidatario del servizio debba garantire l’attività nel canile rifugio comunale qualora la struttura torni pienamente operativa entro il 31 dicembre 2026. Non sono mancati momenti di tensione. Prima tra manifestanti e forze dell’ordine e poi tra i promotori dell’iniziativa e il primo cittadino. I toni si sono accesi più volte. Per l’organizzatrice della protesta è scattata la denuncia da parte degli agenti del commissariato di polizia che hanno contestato la violazione della normativa. La richiesta al questore Fabrizio Mancini faceva riferimento a un sit-in statico e non a un corteo.

Resta però il problema delle sorti del canile comunale. Per questo motivo i volontari hanno chiesto al sindaco di accelerare i tempi e consentire il ritorno dei cani sul territorio comunale. Dal canto suo Tirabassi ha ribadito che «la riapertura non potrà avvenire prima dell’espletamento di una gara pubblica e del completamento di ulteriori verifiche tecniche». Una posizione che ha provocato forte delusione tra i manifestanti, convinti che l’amministrazione «stia affrontando la questione con un approccio troppo rigido e poco sensibile rispetto a una problematica che riguarda direttamente il benessere degli animali».

A rendere ancora più delicata la vicenda è un altro aspetto che gli animalisti intendono approfondire. Quando il canile di Sulmona venne chiuso, furono 141 i cani trasferiti in quello di Collelongo. Oggi, secondo quanto riferito dai volontari, gli animali riconducibili a quel trasferimento sarebbero rimasti appena una trentina. Un dato che ha aperto nuovi interrogativi e che alimenta la preoccupazione del comitato. Gli animalisti chiedono infatti di conoscere nel dettaglio quale sia stato il destino degli altri cani. Vogliono sapere quanti siano stati adottati, se qualcuno sia deceduto e quali siano stati i percorsi seguiti dagli animali usciti dalla struttura. Su questo punto annunciano battaglia.

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