L’Aquila. Rifiuti in strada, altri disagi. Sale la protesta dei cittadini

Segnalazioni di contenitori strapieni da varie zone comprese periferie e frazioni.
Per l’Asm non ci sono problemi di personale, l’opposizione chiama in causa Biondi
L’AQUILA
In città fioccano le proteste per i rifiuti, legate alle difficoltà che stanno emergendo sulla raccolta, che ormai sono quasi quotidiane. Cassonetti stracolmi in varie zone della città e delle frazioni, cartoni fuori dalle attività commerciali che non vengono ritirati da 10 giorni, come riferiscono alcuni commercianti. Insomma, situazione sempre più incandescente e cittadini esasperati che continuano a inviare foto e segnalazioni a raffica, anche ai responsabili di zona. A Santa Barbara e viale della Croce Rossa sono stati segnalati disservizi, ma anche in altri posti non è che la situazione sia poi tanto migliore. I cittadini segnalano pure disagi in alcune palazzine sulla statale 80, la prima viene servita bene, raccontano, le altre due vengono lasciate nell’abbandono. Anche in questo caso numerose chiamate effettuate per lamentarsi, ma senza alcun riscontro. Pure a Sassa, fino a due giorni fa, i cassonetti erano stracolmi, poi qualcosa è stato portato via, altra immondizia è rimasta sul posto. La verità è che neanche gli operatori, sollecitati più volte dai cittadini stessi, sanno più cosa rispondere.
L’AZIENDA
L’amministratore Lucio Luzzetti, tempo fa, dichiarò che non c’erano problemi di personale, ma è sotto gli occhi di tutti che servizi che prima venivano espletati da più operatori ora sono rimasti in capo spesso a un operatore soltanto che, con un mezzo, cerca di fare ciò che può. L’indignazione cresce, sopratutto perché non è un bel biglietto da visita per chi arriva in città. Sono mesi che il problema esiste e non migliora, anzi.
L’OPPOSIZIONE
Le opposizioni in Comune sono tornate all’attacco. «Ci sono zone», attaccano i consiglieri di minoranza, «in cui la raccolta passa e altre in cui non passa, giornate in cui il ritiro viene effettuato e altre in cui salta, con accumuli, disagi e un livello di esasperazione che non è più tollerabile. A denunciare che in Asm le cose non vanno non sono più soltanto i cittadini, ma gli stessi lavoratori che, tramite le Rsu, hanno proclamato lo stato di agitazione. E questo basta da solo a smentire la propaganda del sindaco e dei vertici aziendali. Se, dopo le oggettive lamentele della cittadinanza, vanno in agitazione anche gli operatori che ogni giorno mandano avanti il servizio, allora significa che il problema è reale, profondo e interno all’azienda. Significa che Asm sta vivendo una crisi organizzativa e gestionale che l’amministrazione Biondi continua ostinatamente a non affrontare. Biondi non solo continua a occuparsi di assetti, posizioni di comando e nuovi equilibri interni ad Asm, ma pensa anche che parlando di Agir anziché della città che amministra possa sottrarsi alle polemiche. Non è così. Il sindaco Biondi non può continuare a nascondersi dietro l’amministratore unico o dietro formule burocratiche. Asm è una società partecipata del Comune e la responsabilità politica di quanto sta accadendo è sua. Per questo attendiamo che il sindaco si confronti col consiglio comunale».

