Sulmona

Il Giro sfratta una coppia di sposi. Matrimonio trasferito in extremis

21 Giugno 2026

La partenza del “Next Gen” blinda il centro storico e fa saltare la cerimonia prevista a San Panfilo. Claudio e Isabella costretti a cambiare chiesa a quarantotto ore dal sì

SULMONA. Costretti a cambiare chiesa a quarantotto ore dal sì. È l'incredibile disavventura vissuta da Claudio e Isabella, che ieri hanno dovuto rinunciare alla cattedrale di San Panfilo per sposarsi nella parrocchia della Madonna Pellegrina, in viale Stazione Centrale. A far saltare i piani, studiati nei minimi dettagli da mesi, è stata la concomitanza con la partenza della settima tappa del Giro d’Italia Next Gen: la manifestazione ciclistica internazionale Under 23 che ha blindato la viabilità del centro storico di Sulmona. Un imprevisto che ha rischiato di trasformare il giorno più bello della giovane coppia in un incubo burocratico. Il trasferimento logistico è diventato l'unica strada percorribile di fronte all'irremovibilità degli uffici comunali di Palazzo San Francesco nell'applicazione delle ordinanze stradali.

Secondo gli organizzatori del matrimonio, la soluzione era a portata di mano: sarebbe bastato uno slittamento della cerimonia nuziale di appena trenta minuti sull'orario d'inizio per permettere la celebrazione a San Panfilo, evitando la sovrapposizione con il passaggio della carovana sportiva. Una flessibilità che però non è stata concessa, gettando nello sconforto le famiglie e i numerosi invitati. A salvare le nozze è stato il pragmatismo di don Domenico Villani, parroco della Madonna Pellegrina. Situata a breve distanza dalla cattedrale, la chiesa ha aperto le proprie porte in extremis per accogliere gli sposi, risolvendo un complesso nodo logistico. La vicenda ha comunque trascinato con sé uno strascico di polemiche e versioni contrapposte.

Il comandante della polizia locale, Domenico Giannetta, firmatario della determina sulla viabilità, ha infatti fatto sapere di non aver ricevuto alcuna segnalazione preventiva in merito al matrimonio. Una ricostruzione che è stata subito smentita con forza dagli organizzatori delle nozze, pronti a confermare di aver informato tempestivamente gli uffici competenti prima che il dispositivo di chiusura diventasse definitivo. Il caso ha riacceso il dibattito pubblico sulla gestione dei grandi eventi in città, evidenziando la necessità di canali di comunicazione più efficienti per evitare che la burocrazia ostacoli la vita quotidiana. Ieri, fortunatamente, le uniche protagoniste sono state le promesse dei due sposi.

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