Rete idrica colabrodo, acqua razionata

28 Febbraio 2012

Da oggi chiusure notturne nel centro storico della città e nelle zone limitrofe

L'AQUILA. È emergenza idrica in città. L'ufficio tecnico della Gran Sasso Acqua informa che «stiamo affrontando una delle peggiori crisi idriche mai registrate negli ultimi anni». Il direttore tecnico Melaragni annuncia la chiusura dell'erogazione idrica nelle ore notturne già da oggi. L'acqua sarà razionata in tutta la città, ma l'emergenza non risparmia nemmeno i Comuni.

A far precipitare la crisi già in corso è stato il gelo, che ha rotto tutti gli impianti dei centri disabitati. Riparato il danno, bisognerebbe rifare le reti idriche. I progetti ci sono, ma non si sa «come realizzarli e con quali fondi». Il direttore tecnico della Gsa, Aurelio Melaragni, punta il dito contro Comune e Stm guidata dall'architetto Fontana. «Bisogna mettere mano alle reti idriche, vecchie e danneggiate dal terremoto», spiega. «Abbiamo presentato tre progetti diversi a Comune e Stm per rifare la rete del centro storico. Ma Fontana ha le idee confuse, non si sa come intervenire e dove prendere i fondi».

La crisi idrica è dunque una storia vecchia. I tecnici della Gsa l'aspettavano al varco ed è esplosa con il freddo e il gelo. «Si sapeva da tempo che c'erano problemi, eravamo pronti a una crisi», aggiunge il tecnico, «ma non che arrivasse in modo così repentino». Le reti idriche sono ridotte a un colabrodo. «Stiamo perdendo tanta acqua nelle zone dove ci sono case inagibili e non presidiate, con un aumento abnorme di consumi d'acqua con l'arrivo del maltempo».

Nell'immediato bisogna, però, pensare a tappare i buchi. Ma cosa è successo? «Il freddo ha gelato gli impianti, che con il il disgelo di questi giorni si sono rotti», spiega Melaragni, «incominciando a perdere tanta acqua. Nel centro storico disabitato dell'Aquila, ad esempio, non è rimasto un solo impianto idrico intatto. Stesso discorso vale per tutti gli altri centri e le zone dove ci sono case inagibili».

Ora la crisi idrica è giunta alla sua fase più critica. E se fino a due giorni fa l'ufficio tecnico della Gsa contava di riuscire a superare il problema riparando almeno il centro storico e le zone più prossime alla città, riducendo così la perdita, adesso l'unica via d'uscita sembra essere la riduzione dell'erogazione dell'acqua nelle ore notturne. «L'emergenza idrica riguarda sia le sorgenti di Gran Sasso e Chiarino», spiega l'ingegnere, «sia quelle minori e ubicate in quota». Ci sono Comuni che già hanno ridotto l'erogazione, ad esempio Montereale. Stessa cosa faranno Lucoli, Tornimparte e Scoppito. La speranza dell'ingegnere è che «con il disgelo qualche sorgente di alta montagna possa recuperare acqua».

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