Rugbista morto in un incidente, l’ultimo abbraccio a Collemaggio

Oggi pomeriggio alle ore 15.30 nella basilica di Collemaggio i funerali di Ruggero Canocchi, vittima di un sinistro stradale sulla Mausonia
L’AQUILA. L’Aquila oggi si ferma. È il giorno dell’ultimo saluto a Ruggero Canocchi, il rugbista di 16 anni (da compiere) scomparso dopo un incidente stradale quando, con la sua minicar, è uscito fuori strada finendo contro un albero, sulla strada Mausonia. Una città intera ha sperato nel miracolo, ha pregato, in quelle lunghe ore durante le quali i sanitari hanno tentato il tutto per tutto per strapparlo alla morte. Alle 15.30 saranno celebrati i funerali nella basilica di Collemaggio. Tutta la città idealmente si stringerà ai genitori, Fabrizio e Raffaella, alla sorella Sofia e alla fidanzata Chicca. Perché è un dolore collettivo. Ruggero è diventato un po’ il figlio di una comunità intera, unita in un dolore che è impossibile anche solo immaginare per un genitore.
Nei giorni precedenti al funerale sono stati tanti i momenti che gli amici di scuola, e non solo, e i compagni della Rugby Experience hanno voluto organizzare per salutarlo. A Colle Sapone con il lancio di palloncini bianchi e rossi al cielo, a piazza d’Armi con l’omaggio della sua società, al quale era presente anche la famiglia che ha deciso di non ritirare la sua maglia numero 9. Sui social, intanto, le bacheche si sono riempite di foto di Ruggero che gli amici postano e che ricordano momenti felici, per provare a esorcizzare un po’ quel dolore troppo difficile da raccontare, capire e spiegare per chi ha quell’età. Un’età in cui ci sono sogni, progetti, un’età in cui ci si innamora, in cui alla morte non si dovrebbe pensare.
Ruggero, nato e cresciuto con i valori del rugby, continuerà però a vivere negli occhi di tutti coloro che lo hanno amato, con il suo esempio, con la sua allegria, con la spensieratezza tipica di un ragazzo di 16 anni che stava diventando uomo. Nei giorni scorsi è stata eseguita l’autopsia che ha chiarito le cause del decesso, attribuite esclusivamente ai traumi riportati a causa dell’incidente, escluso quindi il malore. Nel fine settimana, come disposto dal presidente della Federazione Italiana Rugby, sui campi si osserverà un minuto di silenzio. L’Aquila 1927 già lo ha fatto la scorsa domenica portando il lutto il braccio, in memoria del giovane sportivo.
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