Scontro dopo l’emergenza roghi nell'Aquilano, i sindacati: «Via il comandante dei vigili del fuoco»

Il comandante provinciale Giancarlo Cuglietta
Quattro sigle scrivono ai vertici nazionali del Corpo: nel mirino la gestione e il verbale di una riunione. Cuglietta si difende con una nota integrativa, ma i rappresentanti dei lavoratori minacciano iniziative
L’AQUILA. Le fiamme dell’estate hanno lasciato in eredità non soltanto ettari di bosco bruciati. Al comando provinciale dei vigili del fuoco dell’Aquila, la gestione dell’emergenza incendi ha aperto uno scontro che dalle operazioni sul campo è arrivato fino alla richiesta di rimozione del comandante provinciale Giancarlo Cuglietta. Una rottura, quella con i sindacati, che ha del clamoroso e che è stata formalizzata con una lettera indirizzata ai vertici nazionali del Corpo, accompagnata dall’annuncio di un possibile nuovo stato di agitazione. A firmare la comunicazione, datata 19 settembre, sono Conapo, Fns Cisl, Uil Fp e Confsal. Al centro della contestazione c’è quanto accaduto dopo una riunione convocata il 15 settembre per affrontare le criticità emerse durante la campagna antincendio, che ha visto il personale impegnato per settimane su diversi fronti, tra cui quello del Monte Morrone, ma anche nelle zone immediatamente intorno all’Aquila, come Lucoli, Bagno e Ocre.
Il punto più controverso riguarda il cosiddetto “Ics”, un sistema organizzativo utilizzato dai vigili del fuoco per gestire e coordinare gli interventi nelle emergenze complesse. Secondo la ricostruzione contenuta nella lettera sindacale, durante il confronto Cuglietta avrebbe ripetutamente riferito di averne richiesto l’attivazione al direttore regionale, attribuendo a quest’ultimo la decisione di non procedere. Una circostanza riportata anche nel verbale della riunione. Successivamente, però, il comandante ha trasmesso una nota ufficiale di chiarimento, datata 17 settembre e allegata al verbale, nella quale precisa che il riferimento non era all’Ics, bensì al “Ccs”, il Centro coordinamento soccorsi, struttura di competenza della Prefettura. Due strumenti differenti, dunque, con funzioni e competenze diverse. Ed è proprio su questa distinzione che si è consumata la frattura.
Nella loro lettera i sindacati riferiscono che, inizialmente, sarebbe stata prospettata una modifica del verbale, alla quale si sarebbero opposti. Il comandante avrebbe quindi scelto di formalizzare la propria posizione attraverso una nota integrativa. Per le sigle, la diversa interpretazione delle dichiarazioni rese durante la riunione avrebbe compromesso il rapporto di fiducia. La posizione di Cuglietta emerge dalla documentazione allegata alla lettera sindacale. Nella nota di chiarimento il comandante precisa che con il direttore regionale non si era parlato dell’attivazione dell’Ics, ma della possibile attivazione del Ccs, ritenuta non necessaria per il successivo coordinamento dell’emergenza. Quanto all’Ics, Cuglietta sostiene che il sistema organizzativo sia stato effettivamente adottato per l’incendio del Monte Morrone, quando l’emergenza aveva richiesto un dispositivo più articolato.
A sostegno di questa ricostruzione, il comandante richiama diversi provvedimenti organizzativi. La controversia si inserisce in un quadro di tensioni sindacali già emerse durante l’estate. Le quattro organizzazioni contestano le modalità di gestione dell’emergenza, chiedendo verifiche sull’organizzazione dei servizi, sull’impiego del personale e sui tempi di recupero tra un turno e l’altro. Nella lettera vengono inoltre segnalate presunte carenze nella disponibilità di acqua, sali minerali e alimentazione per gli operatori impegnati nelle condizioni particolarmente gravose. Conapo, Fns Cisl, Uil Fp e Confsal chiedono quindi di verificare nel dettaglio la gestione della campagna antincendio 2026 e di valutare, alla luce degli accertamenti, l’avvicendamento di Cuglietta alla guida del comando provinciale, con comunicazione anche al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al sottosegretario Emanuele Prisco.
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