Soprintendenza, è mobilitazione
Sei associazioni culturali chiedono di non trasferire la sede regionale
L’AQUILA. «Mantenere all’Aquila la sede della Soprintendenza d’Abruzzo e quella del polo museale. Ogni decisione difforme risulterebbe ingiusta e ignara delle esigenze vitali di una città che cerca faticosamente di risollevarsi, puntando anche sui suoi uffici e sul turismo culturale».
Sono sei le associazioni culturali cittadine – Archeoclub d’Italia, sede L’Aquila, associazione culturale di rievocazione storica "Compagnia Rosso d’Aquila", associazione Panta rei di promozione sociale L’Aquila, circolo Legambiente Abruzzo beni culturali, Fondo Ambiente italiano, delegazione dell’Aquila, Gruppo aquilano di azione civica "Jemo ’nnanzi" – che prendono posizione sulla vicenda della sede delle Soprintendenze in Abruzzo. E invita alla mobilitazione, sulla stessa questione, il TerritorioCollettivo, che ritiene «inadeguata e debolissima» la classe politica. Secondo le sei associazioni culturali, «L’Aquila, dopo quasi cento anni (la Regia Soprintendenza all’Arte medievale e moderna degli Abruzzi e Molise è stata istituita nel 1924) perde uno degli organismi più prestigiosi. Perde quella istituzione che ha contribuito a mantenere le qualità storico architettoniche dei tanti edifici monumentali oggi in corso di restauro e riparazione. L’Aquila diventa l’unica città capoluogo di regione che non ha un’istituzione propria di un capoluogo regionale».
Viene anche sottolineato che «la perdita del prestigioso ufficio comporta una riduzione di posti di lavoro, con grande disagio per un personale qualificato, stimato e supportato dalla popolazione». TerritorioColletivo condivide le preoccupazioni della comunità scientifica degli archeologi e degli storici dell’arte: «È importante, anche per L’Aquila, che le funzioni tecnico-scientifiche della tutela e della conservazione non perdano la propria autonomia a favore di una subalternità alle scelte della politica. È inoltre ineludibile, al di là di ogni campanile, un ragionamento intorno ai temi della sede sia del polo museale regionale che della Soprintendenza unica. L’esteso patrimonio storico, architettonico e paesaggistico-ambientale, il personale del Mibact, l’insediamento museale avrebbero dovuto portare all’individuazione dell’Aquila come sede del polo museale e della Soprintendenza d’Abruzzo, non semplicemente della provvisoria Soprintendenza del cratere». «La questione degli “scippi” ai danni della nostra città», interviene il consigliere comunale Roberto Tinari (Forza Italia), «come quello che riguarda la sede della Soprintendenza, ottiene risposte inadeguate da parte del centro sinistra. È chiaro che siamo di fronte a un disegno che pone la costa abruzzese e la città di Pescara al centro di tutti gli interessi e di tutti i progetti strategici, impoverendo sempre di più, a forza di trasferimenti, accorpamenti e sottrazioni, il capoluogo d’Abruzzo». .
Romana Scopano
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