Civitella Alfedena

+++ Sorelline ritrovate, lasciano il carcere il nonno, la mamma e il compagno: per loro c’è l’obbligo di dimora +++

25 Giugno 2026

La decisione del Gip del tribunale di Sulmona dopo l’interrogatorio di garanzia dei tre finiti in carcere per la vicenda delle due sorelline scomparse da una casa famiglia e ritrovate dopo due settimane. I tre hanno l’obbligo di dimora nel comune di residenza con la firma due volte al giorno nella più vicina stazione dei carabinieri

SULMONA. Niente carcere, ma obbligo di dimora per la madre delle due sorelle di 16 e 12 anni ritrovate domenica scorsa a Formia, dopo due settimane di ricerche, per il suo compagno e per suo padre: il giudice per le indagini preliminari di Sulmona ha convalidato il fermo dei tre e ha disposto, come richiesto dalla Procura, la misura cautelare dell'obbligo di dimora nella provincia di Latina. Dovranno presentarsi due volte al giorno dai carabinieri per la firma. La Procura aveva ritenuto non necessaria una misura custodiale in carcere. Il giudice ha ritenuto l'obbligo di dimora sufficiente a scongiurare il rischio di reiterazione del reato.

Secondo quanto emerso nell'udienza, gli indagati saranno ora ricondotti nelle carceri di provenienza - Teramo per Valentina D'Acunto, Sulmona per suo padre, Marco D'Acunto, e per il compagno della donna, Vincenzo Esposito - solo per gli adempimenti burocratici, poi potranno fare rientro nelle rispettive abitazioni.

Su di loro pende l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. Le ragazze, allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena il 7 giugno, erano state rintracciate domenica scorsa nell'abitazione di una lontana parente. "Restano da verificare ulteriori circostanze per accertare l'eventuale coinvolgimento di altre persone", ha spiegato il procuratore del tribunale di Sulmona, Luciano D'Angelo. La donna ottantenne presso la cui abitazione sono state trovate le minori è indagata per concorso in sequestro di persona. "Valentina D'Acunto ha fornito alcune spiegazioni, ma si tratta di sue convinzioni personali. Il suo obiettivo era tornare ad avere con sé le figlie", ha aggiunto il magistrato. La difesa ha sostenuto che la contestazione corretta fosse quella di sottrazione di minorenni e non di sequestro di persona. Una tesi che il giudice non ha accolto.