Roxana muore a 27 anni nello schianto: indagato l’autista dell’autogru

La tragedia sulla Statale 17, a Selle di Corno. Il pubblico ministero contesta l’omicidio stradale al 40enne reatino al volante del mezzo pesante sottoposto ai test tossicologici finora negativi
L’AQUILA. Non era ubriaco né sotto effetto di sostanze stupefacenti.
Sarebbe questo il primo punto fermo da cui partire nel tentativo di spiegare il perché della morte di Roxana Puscasu – la 27enne di origini romene assistente alla poltrona nello studio dentistico dell’ex gloria del rugby aquilano Carlo Caione – due giorni fa rimasta uccisa all’interno della sua Ford Focus ridotta a un groviglio di lamiere sulla statale 17, nel tratto compreso tra Vigliano di Scoppito e Sella di Corno, a seguito dello schianto frontale con un mezzo pesante che sopraggiungeva nella direzione opposta. Alla guida dell’autogru c’era un 40enne del Reatino, L.D., rimasto illeso e ora indagato per omicidio stradale colposo, in attesa che le indagini possano chiarire la sua posizione.
Il pubblico ministero, Ugo Timpano, ha infatti disposto il sequestro di entrambi i mezzi coinvolti nello schianto, così da poter accertare l’eventualità di un guasto meccanico occorso a uno dei veicoli, tale da cagionarne una perdita di controllo poi risultata fatale.
Lunedì sarà inoltre conferito l’incarico di effettuare l’autopsia della 27enne all’anatomopatologo Giuseppe Calvisi. Sarà quest’ultimo a dirimere ulteriori dubbi sulla genesi di un incidente che ha toccato nel profondo tutti quelli che avevano avuto modo di conoscere Roxana, per tutti Roxy, che dal 2021 al 2024 aveva lavorato come barista del Nero Caffè, nel cuore del centro storico dell’Aquila.
Sarà proprio l’esame eseguito dal dottor Calvisi a stabilire se la ragazza sia deceduta per le conseguenze dell’incidente o se abbia invece accusato un malore tale da farle perdere il controllo della vettura.
Così come sotto la lente dei carabinieri, oltre ai rilievi effettuati nell’immediatezza dello schianto, c’è anche il telefono della vittima, la cui cronologia delle attività potrebbe restituire l’indizio di una presunta distrazione mentre era alla guida.
Accertamenti non ripetibili, quelli disposti dall’autorità giudiziaria, che concorreranno a dare una spiegazione razionale a quanto accaduto per la sesta volta nel giro di un anno e quattro mesi in punti diversi della stessa arteria stradale. Sei in totale le vittime, tre delle quali di età compresa tra 21 e i 34 anni.
Per l’ultimo saluto alla 27enne bisognerà ora attendere l’esito dell’esame sul corpo della ragazza. Solo a quel punto verrà disposto il dissequestro e la riconsegna della salma ai familiari per i funerali. Familiari tutti rappresentati dall’avvocato Guglielmo Santella del Foro dell’Aquila. Il guidatore del mezzo pesante è a sua volta difeso dall’avvocato Alessandra Mostarda del Foro di Rieti.
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