Maurizio Formichetti, Coni: «Ultima partita del Chieti? Sarà molto triste. Ora servono grandi investimenti»

Il delegato provinciale del Coni fa il punto sul possibile crollo del club neroverde e della pallacanestro.
«Capisco la delusione dei tifosi neroverdi, ora è tempo di ricostruire. Il sindaco lavora per il rilancio»
CHIETI
Maurizio Formichetti, dopo il ritiro dei fratelli Visani, il Chieti Fc 1922 può chiudere qui il campionato di Eccellenza?
«I danni ormai sono stati fatti. L'allenatore Vagnoni ha lasciato, diversi giocatori sono andati via e si parla di ultima partita».
Che cosa sa dei conti?
«Li conosce chi ha gestito la società. Io prendo atto che il club non riesce a pagare i rimborsi e a sostenere i costi».
Oggi sarà allo stadio?
«Sarò al campo perché è giusto andarci. Se sarà un addio, ci sarà una tristezza immensa».
E il Nuovo Chieti Calcio?
«Un plauso va fatto a Fabio La Valle che si sta facendo valere in Promozione. Sta investendo e può portare avanti il calcio in città».
I tifosi come la vivono?
«Sono arrabbiati e dispiaciuti e li capisco».
La Fip ha revocato l’affiliazione al Chieti Basket 1974. Che succede allo sport teatino?
«Chieti aveva basket e pallavolo in serie A e il calcio aveva il suo peso. I costi sono cresciuti e sono venuti meno gli imprenditori in grado di sostenerli».
L’Asd Chieti Basket è in Divisione regionale 1, l’ex Serie D. E la Magic?
«Porta avanti il suo progetto da 23 anni, grazie agli sforzi di Enzo Milillo. Gli impianti? In città si fa fatica a trovare palestre e spazi per allenarsi».
Come si torna ai campionati nazionali?
«Servono investimenti importanti. Penso alla famiglia Stirpe, che ha portato il Frosinone in serie A. A Chieti serve un imprenditore che ami lo sport e la città».
Servono più controlli sulle iscrizioni?
«Le crisi delle società sono un problema nazionale. In serie C ci sono squadre che scompaiono e poi riappaiono. Il professionismo non può stare dappertutto».
Nel calcio i costi pesano anche nel campionato di Serie D?
«Dopo l’abolizione della C2 ha ripreso valore, ma anche lì pesano compensi, trasferte e rimborsi».
Quanto conta lo sport per Chieti?
«Fa conoscere la città anche in Europa. Penso al Cus che giocò in Coppa Ronchetti con tante ragazze di Chieti. Però non guardiamo troppo al passato. Bisogna pensare a costruire oggi».
Che cosa può fare come delegato provinciale del Coni?
«Rappresento il Coni sul territorio e posso proporre progetti al regionale. In passato il presidente provinciale aveva autonomia gestionale e contabile».
E il Comune?
«Il sindaco Giovanni Legnini ha cercato di dare una mano al Chieti. Mancano le risorse. Con l’assessora Rita Di Falco e il consigliere Giampiero Riccardo lavora per rilanciare lo sport».
Che cosa si muove per il 2027?
«Il Giro d’Italia passerà a Chieti, lavoriamo a due o tre eventi di rilievo nazionale e internazionale».


