Sulmona

Vigile arrestato con 7 etti di droga: scatta la sospensione dal servizio

20 Giugno 2026

Si è attivato l’ufficio comunale preposto a valutare la condotta mantenuta dai dipendenti pubblici. Il padre dell’agente: «Commesso un errore grave, ma una seconda possibilità non si nega a nessuno»

SULMONA. Per il vigile urbano arrestato con circa sette etti di cocaina si apre ora anche il fronte disciplinare. Nelle prossime ore l’ufficio procedimenti disciplinari del Comune di Sulmona si sta mettendo in moto per valutare la posizione del dipendente, finito in carcere dopo l’operazione condotta dai carabinieri della compagnia di Sulmona. L’orientamento appare già delineato: l’agente dovrà consegnare pistola, tesserino e divisa. È stato infatti sospeso cautelativamente dal servizio in attesa degli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria.

Il procedimento disciplinare è stato avviato e successivamente congelato fino a quando la magistratura non avrà chiarito tutti gli aspetti della vicenda. «In questi casi è la prassi. Non si può fare diversamente», confermano dal comando della polizia locale diretto dal comandante e dirigente Domenico Giannetta. L’arresto è stato convalidato giovedì dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona, Giulia Sani, che ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Non ha convinto il gip la versione fornita dall’indagato, secondo la quale avrebbe custodito lo zaino contenente la droga soltanto per una notte, come forma di compensazione di un debito contratto con una persona della quale non ha rivelato l’identità. A far saltare il presunto piano sono stati i carabinieri della stazione di Sulmona e del Nucleo Operativo che, al termine delle attività investigative, sono entrati in possesso dello zaino contenente l’ingente quantitativo di cocaina.

Una vicenda che ha scosso profondamente la città e che, per la quantità di sostanza sequestrata così come per il ruolo ricoperto dall’arrestato, rappresenta uno dei più rilevanti colpi inferti al traffico di droga nel Centro Abruzzo dall’inizio dell’anno. Sul piano amministrativo, invece, l’iter appare segnato: fino a quando la giustizia non farà piena luce sui fatti contestati, il vigile resterà lontano dal servizio e dalle funzioni operative. Una misura cautelare inevitabile per tutelare l’immagine e il corretto funzionamento del corpo di polizia locale. Intanto è stretta sui contatti dell’agente della municipale.

I carabinieri stanno cercando di ricostruire la filiera dello spaccio per arrivare ai proprietari e destinatari del carico di droga. Nel frattempo il padre, Dino D’Alessandro, ha preso una posizione nei confronti degli haters. «Sono orgoglioso di essere il papà di Ettore, un ragazzo che si è fatto da solo e che non ha mai nuociuto a nessuno», interviene D’Alessandro, descrivendo il figlio come un giovane che ha svolto il proprio lavoro «con dedizione, puntualità, correttezza e serietà. Un errore, grave, di cui si farà carico» riprende il padre dell’agente. Un errore, conclude, «che non gli può negare una seconda possibilità».

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