Dagli spettacoli alle esposizioni, il teatro Michetti cambia volto

Via ai lavori, dureranno un anno e mezzo: interventi da 2,5 milioni di euro. Nuova platea da 300 posti per ospitare concerti e mostre. Cambia anche l’ingresso della struttura
PESCARA. Via libera ai lavori per il completamento del teatro Michetti, chiuso al pubblico dal 2005. Dopo una ristrutturazione parziale, arriva la fase di sblocco tanto attesa. Operai sul posto a partire da questa mattina. Gli interventi dureranno circa un anno e mezzo. Ad annunciarlo è il vicesindaco e assessore alla Cultura (uscente) Maria Rita Carota, che parla di uno spazio polifunzionale. Il progetto, caratterizzato da una visione aperta e innovativa, è stato in realtà presentato lo scorso novembre dal sindaco Carlo Masci, oltre che dall’assessore Carota.
Solo nei giorni scorsi, alle porte del voto bis in 23 sezioni, sono però comparsi i cartelli sulla facciata del teatro. I tempi della gara e dell’aggiudicazione della stessa hanno fatto slittare l’avvio ufficiale dei lavori ad oggi. Gli interventi sono resi possibili grazie alla somma, di 2 milioni e mezzo di euro complessivi, derivanti dai fondi Fsc (Fondo per lo Sviluppo e la coesione) 2021-2027. I posti a disposizione sono circa 300.
«L’idea di base», ribadisce Carota, «è quella di creare qualcosa di nuovo, speciale, un luogo innovativo e connesso alla città». E i dettagli erano stati illustrati nei mesi scorsi, anche per rispondere alle critiche sui ritardi e lo stop del cantiere sollevate in più occasioni delle opposizioni. Ad accendere i riflettori sulla carenza di teatri è stato più volte il consigliere civico (ricandidato) Massimiliano Di Pillo. Ora l’obiettivo, per l’amministrazione Masci, è quello di restituire la struttura alla città. Questa la presentazione del sindaco: «Sarà un teatro quasi unico in Italia, polifunzionale, perché da questo intervento uscirà fuori anche uno spazio adattabile a tantissime esigenze».
E l’assessore Carota: «Viene recuperato uno spazio importante, iconico e identitario». «Una sfida», per il dirigente comunale Antonio Longo, «perché non parliamo solo di fruibilità e di rispetto delle norme, ma di cultura, arte ed emozione, quindi è sempre difficile calare dei concetti tecnici in questi ambiti». A curare i dettali sono stati i progettisti Mirko Giardino, dello Studio Zero85, affiancato da Mario Michetti e Giovanna Pizzella, e Luciano Panichella, dello Studio ParkOf, associato con Federica Ondesca.
L’obiettivo è quello di recuperare l’identità di teatro, visto che negli anni le stesse mura hanno accolto anche un cinema. Si vuole quindi realizzare un contenitore di arte e cultura, con l’idea di contribuire a far rinascere la stessa zona che lo ospita: Porta Nuova. I progettisti hanno così pensato a uno spazio polifunzionale e flessibile, fruibile per il teatro classico e per il teatro contemporaneo. Non solo, nella struttura verranno anche organizzati concerti e mostre.
«Ci sarà una tribuna completamente aperta», hanno spiegato Giardino e Panichella, «e un palcoscenico composto da piattaforme mobili che si alzano all'occorrenza. C’è la possibilità di aprire completamente lo spazio, tirando indietro la tribuna retrattile, e si può creare una piccola tribuna nel retro. Inoltre, è previsto uno schermo, di proiezione, che chiude la vista della galleria. L'ingresso, invece, è stato pensato come una porta basculante (detta a ginocchio) con una prima accoglienza all'interno del teatro che accompagna all'interno del foyer. L'elemento che regola un po' tutto lo spazio della sala è la tribuna retrattile».
@RIPRODUZIONE RISERVATA

