Due lupi avvistati a Montesilvano, parla l’esperto: «Sono innocui e li monitoriamo»

30 Agosto 2026

In via Verrotti altre incursioni notturne degli animali che vagano tra case e attività commerciali. Milillo (Nuovo Saline): «Dalle analisi genetiche è emerso che sono “italici”, più confidenti con l’uomo»

MONTESILVANO. Un lupo a passeggio in una delle strade più trafficate e centrali della città. È questo l’ultimo avvistamento effettuato questa settimana a Montesilvano dove, come accaduto più volte nella zona collinare, è stato visto e immortalato un esemplare. Per limitare il più possibile questi incontri in aree urbane, quest’estate è stata emessa un’ordinanza che consiglia alcuni comportamenti. Ma l’esperto rassicura dicendo che in zona sono presenti solo due animali e che non rappresentano un pericolo per l’uomo. Dopo il lupo visto mentre portava via un mastello della differenziata in zona Colle della Vecchia, l’ultima segnalazione arriva addirittura da via Verrotti dove un ragazzo, intorno all’una di notte, ha visto un lupo addentrarsi in un parcheggio a pochi passi da una stazione di servizio e da un distributore di sigarette, all’altezza di via Perlasca.

Si tratta di una zona fortemente antropizzata, dove sono presenti molte abitazioni, supermercati e attività commerciali e dove, probabilmente, l’animale è arrivato dalla vicina zona collinare attraverso via Saragat, richiamato dall’odore del cibo. Firmata dal sindaco De Martinis alla fine di luglio, attraverso l’ordinanza ai cittadini viene chiesto di non alimentare i lupi, non avvicinarli e non lasciare fonti di cibo accessibili, proteggendo animali domestici, soprattutto durante la notte. Si raccomanda di mantenere pulite e sgombre le aree vicine alle abitazioni, mettere in sicurezza i rifiuti e rimuovere discariche abusive. In caso di avvistamenti, è consigliato allontanarli attraverso rumori forti o altri sistemi di dissuasione. Secondo Gianluca Milillo, tecnico ambientale e presidente dell’associazione Nuovo Saline che da anni monitora anche la presenza dei lupi sul territorio, la carenza di cibo spinge gli animali verso le zone antropizzate, dove trovano rifiuti e cibo lasciato all’esterno delle abitazioni.

«Hanno scoperto che l’essere umano lascia cibo fuori: la ciotola per il cane, il mastello dell’organico, i rifiuti. Di conseguenza è più facile avvicinarsi alle zone antropizzate per trovare cibo piuttosto che cacciare», evidenzia. Milillo spiega che gli esemplari monitorati sono due maschi, probabilmente lupi in dispersione, che si muovono soli per poi dormire insieme. Nella zona del Saline hanno trovato nelle nutrie una preda facile, arrivando a eliminarle completamente, mentre da soli non affrontano cinghiali o cervi. Esaurita questa risorsa, i due animali si sarebbero rivolti anche ai rifiuti. L’esperto sottolinea, inoltre, che le analisi genetiche sui campioni raccolti hanno evidenziato una componente di lupo italico «poco superiore al 60%», con il restante patrimonio genetico riconducibile ad altri incroci.

Proprio questo, secondo Milillo, potrebbe spiegare una maggiore confidenza con l’uomo. «Un ibrido può rappresentare un pericolo, ma più per il lupo che per l’essere umano». I casi documentati di lupi puri che abbiano attaccato persone in aree urbane «sono pari a zero in Italia», mentre i cani inselvatichiti presenti nella zona del Saline sono molto più pericolosi. Milillo considera quindi coerenti le indicazioni dell’ordinanza sulla gestione dei rifiuti e sulla protezione degli animali domestici. Esprime invece perplessità sull’uso di rumori o segnali luminosi perché «nel tempo si abituano o addirittura diventano aggressivi». Infine, non esclude che in futuro possano arrivare altri esemplari.

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