Calcio

Pescara, arrivano Parigi e Fiorillo. Ora servono rinforzi per difesa e centrocampo

31 Agosto 2026

I biancazzurri corrono ai ripari dopo il tonfo di Forlì. Preso il bomber Giacomo Parigi (nella foto insieme al presidente Daniele Sebastiani al momento della firma), è fatta anche per il ritorno del portiere. Ecco i nomi sul taccuino da inseguire nelle ultime ore di mercato

PESCARA. Il Pescara ha preso atto della batosta di Forlì (6-2)e ieri è corso ai ripari. Sbloccato definitivamente Giacomo Parigi, attaccante di 30 anni ex Latina e Rimini, chiuso il ritorno in biancazzurro di Vincenzo Fiorillo. Il portiere classe 1990 ha lasciato la Carrarese, accettando con entusiasmo quella che era un’idea di cui vi avevamo parlato subito dopo la retrocessione a maggio. Per Parigi e Fiorillo accordi biennali. L’attaccante già all’inizio dell’ estate era la prima scelta, a giugno il primo affondo ma vuoi per la questione Di Nardo, risolta tardi, vuoi per i continui rilanci del Latina, si è sbloccata solo ieri. Cosa serve adesso? La partita di Forlì ha confermato tante criticità emerse in estate e mascherate parzialmente nel match agevolmente vinto contro la Vis Pesaro.

Altre piste. Risolte le questioni attaccante e portiere ora c’è da sistemare la struttura del centrocampo e anche la difesa. Una mediana a tre con Guccione, Valzania e Erradi sulla carta è perfetta ed equilibrata. Ma se il play lo fa l’ex Arezzo Meazzi e Graziani da interni difficilmente possono giocare e verrebbe meno la fase di interdizione e non possesso. Motivo per cui Meazzi dovrebbe essere riproposto sulla trequarti per fare una coppia molto forte con D’Ausilio e Graziani mandato a giocare per maturare. L’ex Roma ha un potenziale enorme e un anno da titolare altrove non può che fare bene. Il giovane D’Errico avrà tanto, spazio e promette molto bene ma serve un altro giocatore per completare il reparto pensando alla lunga stagione. Vedremo cosa succederà entro domani alle 20 quando chiuderà il mercato. Un profilo perfetto per caratteristiche è quello di Vallocchia ex Ternana ma servono comunque le uscite. Kraja al 100%. Mentre per Graziani le valutazioni continuano. Da Milano ieri pomeriggio rumors parlavano di colloqui tra il ds Pasquale Foggia e l’agente del calciatore. Ad oggi di concreto per Vallocchia c’è la proposta del Livorno, ma il forte centrocampista aspetta il Pescara. Almeno fino a domani. Foggia conta di chiudere qualche uscita per avere spazio di manovra. Non solo Vallocchia: sul taccuino del ds anche altri profili interessanti. Il difensore? La prova di Motta non certo incoraggiante, la condizione di Altare che ad oggi non può garantire la sua presenza e la lunga squalifica che arriverà a Pellacani impongono un intervento. La sensazione è che il ds Foggia voglia chiudere per un centrale con la possibilità anche di utilizzare Capellini da esterno all’occorrenza.

Il disastro di Forlì. Non è facile analizzare quanto accaduto a Forlì e non è facile spiegare come sia potuto maturare un risultato tennistico. Eppure la gara era iniziata bene perché fino al gol di Meazzi stavano emergendo solo i pregi del Pescara imbottito di qualità ma povero di corsa e struttura. Tutto è cambiato in un attimo. Centrocampo e Motta impreparati sulla giocata che ha portato al corner.

Pellacani e Capellini sovrastati con Saio fermo a guardare sul colpo di testa di Munaretti. Palla persa in mediana e fallo commesso per evitare la ripartenza: così è nata la punizione prima della papera di Saio per il 2-1. E per finire Pellacani sbaglia, Valzania si fa saltare in modo imbarazzante sulla pronta ripartenza del Forlì e Macrì porta a tre le reti del Forlì. Poi l’inqualificabile gesto di un Pellacani che già con Baldini in panchina prese 3 giornate per una simile follia. Nella ripresa la corsa di Ferraris e l’interpretazione del ruolo di Erradi sono bastati per riprendere sul 3-3 il Forlì. Da qui la considerazione sulle tipologie di centrocampisti che servono. Prima del finale da incubo con errori e orrori a ripetizione sulle solite palle alte in area.

L’unica nota positiva è che questa vergognosa batosta, che ha messo in luce i limiti strutturali del Pescara, sia arrivata quando si può ancora rimediare. Da settimane, i segnali estivi erano evidenti, parliamo di portiere e centrocampista di struttura al netto dell’attaccante. Ieri la società ha risposto con tempismo. Ma per mettere a posto il Pescara serve un ulteriore sforzo (centrocampista e difensore).