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Forlì-Pescara, Pellacani è diretto: «Ci vergogniamo»

foto Blaco

30 Agosto 2026

Dopo la batosta per 6-3 parla il difensore espulso: «In campo non mi sono accorto del fallo»

PESCARA. “Non si sa mai, non si sa mai quello che al mondo ci può capitar”, cantavano Cochi e Renato parlando di un viaggio surreale verso le città di mare. Forlì è lontana dal mare eppure il Pescara è riuscito a naufragare già durante un primo tempo da bollino rosso, come il controesodo di fine estate. La squadra allenata da Antonio Buscè, dopo essere passata in vantaggio, ha improvvisamente sbandato fino ad andare a schiantarsi nel secondo tempo, dopo aver dato l’impressione di poter riprendere la marcia. In una giornata resa ancor più fastidiosa per i tifosi biancazzurri (rimasti a casa per il divieto di trasferta) dalla notizia del gol di Di Nardo appena ceduto alla Juve Stabia. E Parigi, per il momento, rimane la città del Louvre e della Torre Eiffel.

Senza contare che con l’espulsione del difensore centrale Filippo Pellacani, aggravata dalla fascia di capitano al braccio, domenica prossima mister Buscè avrà un problema in più nel reperire titolari affidabili nel reparto arretrato. Allo stadio Adriatico - Cornacchia arriverà il Ravenna che ieri ha ben impressionato in attacco con Rabbi e Fischnaller, nella gara vinta contro il Latina per 3-1. Nella zona mista dello stadio Morgagni di Forlì, si è presentato proprio il capitano Filippo Pellacani: «Dal campo, mentre stavamo giocando, non mi sono accorto di aver colpito il mio avversario (Petrelli, ndc). Non l’ho guardato, non l’ho visto, mi ha sbilanciato. E parlandoci, nella foga dell’azione, nemmeno lui a caldo aveva percepito la gravità del colpo che invece c’è stato. Rivedendo l’azione negli spogliatoi si vede il contatto ed è giusta la mia espulsione».

Davvero un peccato per il difensore veneto che, dopo un paio di annate sfortunate a causa di gravi infortuni, sembrava essersi ristabilito e contro la Vis Pesaro nella prima di campionato aveva dato l’impressione di aver recuperato lo stato di forma dei giorni migliori e anche una buona condizione mentale per affrontare il difficile torneo di serie C. Per lui è in arrivo la squalifica che potrebbe essere anche di due giornate. Il numero 23 biancazzurro, con un filo di voce e non senza imbarazzo, in sala stampa ha parlato anche a nome della squadra: «Ci vergogniamo della nostra prestazione e ne siamo davvero dispiaciuti». Un aspetto romantico in questa disfatta è il rigore del momentaneo 3-3 messo a segno da Filippo Guccione, con la dedica al papà scomparso pochi giorni fa.

E l’abbraccio di tutta la squadra al centrocampista originario della provincia di Mantova, ha spostato per un attimo l’attenzione sull’aspetto umano di questo sport. Il metodista del Pescara, infatti, era rientrato in gruppo solo giovedì e la sua presenza era rimasta in dubbio fino all’immediata vigilia della gara di Forlì. A livello statistico, per trovare un passivo così pesante per il Pescara, con sei gol subiti in 90’, bisogna risalire al 27 gennaio 2013, in serie A, con il 6-0 subito a Marassi dalla Sampdoria, ma erano altri tempi e altri campionati.

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