Ex sede dei vigili, tutto da rifare

21 Luglio 2010

Azzerato il vecchio appalto, cresce la spesa per restaurare l'edificio

PESCARA. Un altro appalto avviato dalla precedente amministrazione e azzerato dall'attuale. Ora, si ricomincia da capo anche con la riqualificazione dell'ex Omni, in via del Circuito, la sede storica della polizia municipale, trasferita nel 2005 nell'edificio adiacente la scuola media Michetti.

Dopo cinque anni di lavori bloccati, il cantiere è rimasto abbandonato nel totale degrado. L'amministrazione comunale ha effettuato la rescissione in danno del contratto con l'impresa teramana che si era aggiudicata l'appalto. Gli uffici dell'ente hanno già avviato il rifacimento del progetto di riqualificazione, con un adeguamento alle nuove normative e soprattutto ai prezzi, lievitati rispetto a cinque anni fa.

«Si tratta dell'ennesima incompiuta ereditata dalla passata amministrazione comunale», ha affermato ieri il presidente della commissione lavori pubblici Armando Foschi dopo l'audizione del responsabile unico del procedimento Pierpaolo Pescara, «un'altra matassa che l'attuale governo cittadino sta cercando di sbrogliare».

Insomma, i cittadini dovranno pagare di più per ristrutturare quell'edificio, che dovrà ospitare in futuro i servizi sociali del Comune.

«Ancora una volta», ha osservato Foschi, «ci troviamo dinanzi a un eterno cantiere, una vicenda che purtroppo ci ricorda molto da vicino quella della casa di riposo di via Arapietra». Nel 2005 la precedente amministrazione comunale ha predisposto il trasferimento del comando della polizia municipale negli spazi vuoti della scuola media Michetti, sempre in via del Circuito, per consentire la ristrutturazione necessaria della vecchia sede dei vigili urbani. L'intervento di ristrutturazione è stato diviso in due lotti, il primo relativo alle parti in muratura, il secondo per gli arredi e le attrezzature. Il 20 ottobre del 2006 è stato aperto il cantiere del primo lotto: l'amministrazione aveva previsto la spesa di un milione 135mila euro, che poi, in fase di gara d'appalto, si sono ridotti a 780mila euro per il forte ribasso praticato dall'impresa che entro un anno, avrebbe dovuto riconsegnare l'opera.

«Invece dopo poche settimane», ha rivelato il presidente, «l'azienda, dopo aver sistemato le impalcature, trasferito i materiali e le betoniere sul posto, ha abbandonato l'intervento e l'amministrazione ha aperto un contenzioso». Nel frattempo, il cantiere è rimasto fermo.  Secondo il presidente della commissione il progetto sarebbe ormai superato. «Dopo cinque anni», ha spiegato, «gli uffici hanno ritenuto necessario ripartire da zero per adeguare le carte alle nuove normative, ridisegnando il progetto, con un inevitabile aggravio dei costi, visto che sono cresciuti i prezzi dei materiali». «A questo punto», ha concluso, «a settembre dovrebbe ripartire una nuova gara d'appalto, sfruttando i 600mila euro ancora disponibili». Il cantiere non potrà riaprire prima di dicembre.

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