Ferri “Il Falco” fa invasione anche ai mondiali brasiliani

Lo specialista di Montesilvano entra in campo durante il primo tempo di Belgio-Usa. «Sono l’ultimo italiano rimasto in gara», commenta a caldo
“Il Falco” ha colpito ancora. Mario Ferri, lo specialista delle invasioni di campo, 25enne di Montesilvano con un passato recente da candidato al consiglio comunale per Fratelli d’Italia, ha fatto irruzione al 16’ di Belgio-Stati Uniti, ultimo ottavo del mondiale. Ha attraversato tutta l’«Arena Fonte Nova» di Salvador quasi nell’indifferenza generale, con la solita maglia di Superman con stampato un “Ciro vive” in memoria del tifoso napoletano vittima degli scontri che hanno preceduto la finale di Coppa Italia e un pensiero per le favelas. Poco dopo è stato raggiunto telefonicamente in Brasile, dal programma di Rai Radio2 “Un Giorno da Pecora”. «Mi stanno arrestando, non vi posso parlare», ha detto l’invasore, che poi ha subito attaccato il telefono. Poco dopo però, la redazione del programma ha ricevuto un messaggio dal Falco: «Adesso mi stanno arrestando, volevo far vedere una maglia su cui c’era una scritta Save Favelas Children e Ciro Vive, dedicata al popolo brasiliano che soffre ed alla prematura scomparsa di un ragazzo innocente».
Più tardi i conduttori della trasmissione sono riusciti a ricontattare Ferri. «Sono l’ultimo italiano rimasto al mondiale – ha detto – Sto davanti a 50 poliziotti, ho detto che era mia madre per rispondere – ha raccontato, rivelando anche come è riuscito a entrare allo stadio: «Ho preso un accredito da fotografo a bordo campo e al momento giusto sono entrato. Sto facendo un reportage fotografico sulle favelas, per un giornale italiano, per questo avevo l’accredito. La maglietta di Superman? Era dedicata ai bambini brasiliani che soffrono». Ferri ha anche tranquillizzato chi potesse essere in pensiero. «Non mi hanno picchiato, la polizia è gentilissima, hanno fatto entrare pure due giornalisti a cui ho rilasciato un’intervista tra inglese, italiano e spagnolo». Sembrava che potesse restare in campo quanto voleva. «Sì, ho deciso io di uscire perché nessuno mi stava facendo uscire». Ferri ha aggiunto poi che non intende fermarsi qui: «ho un biglietto per Olanda-Costarica, un accredito per disabili per entrare. Sarebbe il colmo se tra quattro giorni ci riesco di nuovo. Avevo detto che avrei smesso di far invasioni? Il lupo perde il pelo ma non il vizio».

