Città Sant’Angelo

Fucilate al rave, Maria colpita tra la folla che ballava: si era trasferita in Svizzera in cerca di lavoro

31 Agosto 2026

Maria Spinelli, originaria di Città Sant’Angelo, uccisa a 22 anni: aveva lasciato l’Abruzzo da poco per fare la cameriera. Feriti altri due italiani 

GINEVRA. Era stato un rave «fantastico, con una grande atmosfera, persone splendide e un'energia incredibile». Poi gli spari, numerosi, inizialmente scambiati da alcuni partecipanti per fuochi d'artificio. Nella notte tra sabato e domenica, il rave organizzato alla Pferderennbahn di Schachen, ad Aarau, in Svizzera, si è trasformato in pochi istanti in un incubo. Una donna abruzzese di 22 anni, Maria Spinelli, è morta sul posto per le ferite riportate. Spinelli era nata ad Atri ma con la famiglia ha sempre vissuto a Città Sant’Angelo, nella villetta sulla strada provinciale. Poi il trasferimento, prima in Germania e poi in Svizzera. Altre cinque persone, quattro uomini e una donna, di età compresa tra i 24 e i 27 anni, tra cui due italiani, sono rimaste ferite, alcune in modo grave. I due connazionali sono già potuti tornare a casa e le altre vittime non sono in pericolo di vita. Nonostante la vasta mobilitazione delle forze dell'ordine, l'autore o gli autori della sparatoria sono ancora ricercati. I possibili moventi e le circostanze esatte dell'accaduto non sono ancora stati chiariti. Gli investigatori seguono tre ipotesi: un attacco terroristico, una sparatoria indiscriminata o un'attività criminale di natura sconosciuta, come ad esempio una vendetta nell'ambiente della malavita, ha spiegato il comandante della polizia cantonale argoviese Michael Leupold in una conferenza stampa, citato dall'agenzia di stampa svizzera Keystone- Ats.

La vittima italiana lavorava in Svizzera. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso il «più profondo cordoglio per la morte di Maria Spinelli». «Il mio pensiero va anche agli altri feriti, tra i quali risultano due cittadini italiani, e a tutte le persone coinvolte in questa drammatica vicenda», ha aggiunto Meloni. Il sindaco di Città Sant’Angelo, Matteo Perazzetti, ha espresso il suo cordoglio a nome della città: «Aveva soltanto 22 anni. Era partita per la Svizzera portando con sé i sogni e le speranze di una ragazza che voleva conquistarsi il proprio futuro. Quella vita, ancora tutta da vivere, le è stata tragicamente strappata», ha detto il primo cittadino. «Ho sentito personalmente la famiglia Spinelli, alla quale ho espresso il mio più profondo cordoglio e l’abbraccio dell’intera comunità angolana. Come sindaco ho assicurato loro la nostra piena vicinanza e disponibilità per qualsiasi necessità. Ci sono tragedie davanti alle quali ogni parola sembra troppo piccola. Oggi Città Sant’Angelo si stringe attorno alla famiglia Spinelli e piange una sua giovane figlia».

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricevuto una telefonata dall'omologo svizzero Ignazio Cassis, che ha voluto rivolgere al ministro e al governo italiano «le condoglianze per la morte della cittadina italiana» e offerto piena e immediata collaborazione nelle indagini per individuare i responsabili. La task force italiana – guidata dall'Incaricato d'Affari dell'Ambasciata d'Italia a Berna e inviata ad Aarau dal ministro Tajani – è al lavoro per assistere le famiglie degli italiani coinvolti nella sparatoria e seguire da vicino gli sviluppi e le indagini, in raccordo con le autorità svizzere, ha riferito la Farnesina. La sparatoria è avvenuta poco dopo le 2.30: la serata stava volgendo al termine e gran parte dei partecipanti si stava dirigendo verso l'uscita quando sono stati uditi i colpi d'arma da fuoco, numerosi secondo alcune testimonianze. La polizia ha rinvenuto tracce di munizioni appartenenti a due armi diverse.

Una di queste tracce è riconducibile ad armi lunghe, come i fucili d'assalto, ha dichiarato ai media Matthias Schildknecht, responsabile delle operazioni. Le altre tracce di munizioni sembrano appartenere ad armi calibro 9 mm, riferisce l'agenzia di stampa svizzera Keystone-Ats. La sparatoria si è verificata durante la settima edizione dell'Aarauer Rave, che aveva attirato circa 3.500 persone. Un partecipante ha raccontato all'emittente regionale Tele M1 di aver sentito detonazioni per «uno o due minuti». In un primo momento, ha raccontato, «sembravano fuochi d'artificio o petardi». Poi la situazione è precipitata. Tra la musica ormai spenta e la gente che si avviava verso l'uscita, è risuonata una frase: «Abbassatevi, stanno sparando!». In pochi istanti è scattato il panico.

I partecipanti hanno cercato riparo ovunque possibile. Il testimone racconta di aver visto una donna a terra, colpita da un proiettile. Assieme ad altre persone ha dato l'allarme e tentato di soccorrerla. Ma per la giovane non c'è stato nulla da fare. Nella vasta caccia all'uomo a livello nazionale sono state mobilitate anche le autorità tedesche, considerata la vicinanza del luogo alla frontiera, distante circa 20 chilometri. Secondo la polizia di Argovia, il o i sospettati della sparatoria si erano già allontanati dal luogo prima del suo arrivo. Le cinque persone ferite, che risiedono in Svizzera, hanno potuto essere interrogate, così come altri partecipanti. La polizia ha richiesto di ricevere video e foto. In una dichiarazione pubblicata sul loro sito internet, gli organizzatori si sono detti «scioccati, sconvolti e tristi».

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