In bici e sui vetri delle auto, i Dem insieme per Costantini

1 Marzo 2026

Amministratori, consiglieri regionali e comunali a caccia di voti: «Un passo dal traguardo»

PESCARA. Al semaforo rosso, l’attesa non è più solo una pausa snervante. In questi giorni può trasformarsi in un incontro inaspettato. E così è accaduto ieri, quando i leader Dem hanno attraversato strade e piazze per portare il loro messaggio ai pescaresi. «Scusi, l’8 e 9 marzo si vota. Le lascio il programma per Carlo Costantini sindaco», dice il deputato Pd Luciano D’Alfonso, stringendo la mano a un automobilista fermo al semaforo rosso alla Nave di Cascella. Ma non è un episodio isolato. Tra chi passeggia, chi corre per lavoro, chi si concede una boccata d’aria, si muove compatto il centrosinistra regionale. In ogni stradina del centro va in scena una mobilitazione corale per sostenere la candidatura di Carlo Costantini. Casa per casa, strada per strada. Centinaia di volantini infilati nelle cassette della posta, mani strette, dialoghi e confronti politici con i cittadini. Un tam tam che va avanti fino a sera, con un unico obiettivo: riportare i pescaresi alle urne.

Ad abbracciare Costantini arriva anche Giovanni Legnini, l’ex presidente del consiglio superiore della magistratura e in questi giorni tra i nomi in lizza per le amministrative a Chieti. Volantini in mano e strette di mano. A una settimana dal ritorno al voto, è anche il momento dei ringraziamenti. «È una straordinaria mobilitazione del Pd regionale e di un’intera comunità che sostiene con convinzione questa campagna», dice Costantini davanti a decine di amministratrici e amministratori arrivati da tutta la regione. Con lui il vice presidente del consiglio regionale Antonio Blasioli che per girare le vie del centro ha scelto la bicicletta. «Siamo a un passo dal traguardo, anzi a una pedalata». Poi, ci sono il segretario regionale Daniele Marinelli, i consiglieri regionali Silvio Paolucci e Antonio Di Marco, i consiglieri comunali Piero Giampietro, Michela Di Stefano, Marco Presutti e Francesco Pagnanelli, la segretaria provinciale Carmen Ranalli e la sindaca di Spoltore Chiara Trulli. «Il voto di Pescara non riguarda solo questa città, può aprire una fase nuova per tutta la politica abruzzese», afferma Marinelli.

«Dopo la manomissione delle buste elettorali certificata dal Consiglio di Stato, serve una grande risposta democratica». Per D’Alfonso fermo al semaforo «Costantini scriverà nei 5 anni che seguiranno un vero e proprio contratto sociale, fatto di diritti e doveri, per garantire comodità e nuove opportunità tra cittadini e amministrazione Comunale», dice, «si tocca con mano la domanda della città di ritrovamento del futuro. Per questo sono convinto che i cittadini accoglieranno le due votazioni ravvicinate che la Primavera pescarese porterà con sé, nonostante la stitichezza del Consiglio di Stato che avrebbe bisogno davvero di una separazione delle carriere».

Ma la scena è anche dei giovani: coordinati dal segretario regionale dei Giovani Dem Saverio Gileno, arrivano da Napoli e Bologna per sostenere il candidato consigliere Claudio Mastrangelo per cui una manciata di voti può fare la differenza. Via Piave e via Mazzini diventano il loro quartier generale da passare al setaccio, mentre Costantini, seguito da Blasioli e alcuni consiglieri, presidia piazza Salotto e piazza Muzii.

Costantini tra la gente elenca le ferite aperte. «Il commercio è in crisi, penalizzato da scelte sbagliate: cantieri aperti contemporaneamente, meno posti auto, parcheggi più costosi. Eppure Pescara è stata il cuore commerciale e creativo dell’Abruzzo. Qui nascevano esperienze innovative, qui arrivavano le grandi catene prima che altrove. Oggi abbiamo perso il 20% delle attività. Dobbiamo invertire la rotta, ripopolare il centro, restituire alla città la sua vocazione naturale: guardare avanti».

Pescara, ricorda, era la città della “perpetua fuga in avanti”. «Dobbiamo tornare a esserlo. Votare è un dovere civico. Questa città non ha ancora un sindaco pienamente legittimato: il risultato elettorale è stato segnato da irregolarità che hanno portato all’annullamento di migliaia di voti. Se i pescaresi torneranno alle urne, daranno finalmente alla città la possibilità di scegliere davvero».

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