Orta: «Lascio Futuro Nazionale». Toppetti resta sola con gli adesivi

15 Ottobre 2026

Dall’ingresso con Vannacci a luglio fino alla rottura per gli sticker “Negozio italiano”

PESCARA

Doveva essere una «rivoluzione» con «la presa del Comune di Pescara da parte di Futuro Nazionale», annunciava Roberto Vannacci lo scorso 14 luglio in sala consiliare, richiamando l’anniversario della presa della Bastiglia. Tre mesi dopo, però, dei due consiglieri che quel giorno avevano ufficializzato l’ingresso nel partito ne resta soltanto uno. Da ieri mattina, quando Cristian Orta (ex FdI) ha formalizzato l’uscita dal gruppo consiliare di Futuro Nazionale e il passaggio al Gruppo misto, la capogruppo Valeria Toppetti (ex Fi) è infatti rimasta l’unica rappresentante del movimento di Vannacci in Consiglio comunale. Forse, a ben vedere, lo è sempre stata, dal momento che le iniziative e le conferenze stampa promosse da Futuro Nazionale a Pescara hanno visto quasi sempre la Toppetti in prima linea, mentre era raro vedere i due consiglieri insieme al di fuori delle sedute. Nei corridoi di Palazza di Città, inoltre, dell’ipotesi di un addio di Orta si vociferava già da agosto. Nello stesso periodo circolavano anche indiscrezioni su nuovi possibili ingressi: uno, mai ufficializzato, avrebbe dovuto riguardare un altro esponente di Fratelli d’Italia, prima del ripensamento arrivato a settembre. La decisione definitiva di Orta è maturata soltanto adesso, dopo le accese polemiche nate attorno all’iniziativa “Negozio italiano”, promossa in città dalla consigliera Toppetti sulla scia della campagna nazionale di Futuro Nazionale: determinante è stato soprattutto il dietrofront dei quattro commercianti che avevano aderito all’iniziativa. Gli esercenti hanno revocato la propria adesione sostenendo di aver creduto che lo sticker fosse un riconoscimento istituzionale e non un’iniziativa legata al partito di Vannacci (versione smentita più volte da Toppetti).

IL DEBUTTO E I PRIMI SEGNALI

«Io sono Valeria, sono avvocato, sono donna inserita nel sociale, sono consigliere comunale e mi potete fischiare quanto volete, ma la verità è che sono madre di quattro figli e per risollevare le sorti di questo paese c’è bisogno di valori». Questo è stato l’esordio della Toppetti sul palco allestito in piazza del Sacro Cuore, accanto a Vannacci e Orta, davanti a migliaia di presenti. Era il giorno in cui l’ex generale si presentava a Pescara per illustrare la linea politica e annunciare il loro ingresso. È sufficiente guardare, però, i video dell’evento: a differenza della collega, Orta resta in posizione più defilata. Ma la distanza fra i due è iniziata a essere evidente durante l’attività amministrativa: assente all’iniziativa per la consegna delle tessere di Futuro Nazionale agli under 30 organizzata dalla Toppetti con tanto di gazebo in pieno centro, ha disertato anche il dibattito di metà settembre sulla legittima difesa, che vedeva la partecipazione in videocollegamento dello stesso Vannacci. Anche in quell’occasione, lui non c’era.

PROFILO BASSO E ASSENZE

Parliamo ora del caso inerente alla mozione sull’obbligo del crocifisso nelle aule scolastiche di Pescara. Anche se il testo recava la firma congiunta dei due esponenti di Futuro Nazionale, la gestione mediatica e la spinta a continuare lo scontro in Consiglio – fino alla sua approvazione – sono state un’iniziativa esclusiva della Toppetti: «Al di là della fede personale, la cultura cristiana fa parte della nostra stessa identità e rappresenta i valori dell’amore senza difese, della tolleranza per eccellenza che non esclude nessuno», diceva Toppetti. Si tratta dello stesso approccio criticato ieri da Orta, il quale, ufficializzando l’addio sul Centro, ha chiarito i motivi della frattura: «Le nostre visioni sul futuro e sui temi chiave sono troppo distanti, bisogna pensare ai problemi della città». E il crocifisso è solo un esempio: un altro è l’iniziativa che ha provocato la rottura definitiva, ovvero lo sticker “Negozio italiano”.

IL PUNTO DI NON RITORNO

Il caso è rimbalzato sulle cronache nazionali come “la battaglia degli adesivi di Pescara”. Lo scontro continua attorno al bollino promosso dalla Toppetti, pensato per essere applicato solo sulle vetrine dei negozi con gestione italiana e merci Made in Italy per “valorizzare i nostri prodotti” e aiutare il commercio locale. L’iniziativa è stata ostacolata dalla contromossa del tabaccaio Giacomo Di Matteo con il suo adesivo “Negozio umano, 100% accogliente”. La risposta della cittadinanza è stata immediata e ha spinto cinque commercianti a staccare lo sticker consegnato dalla consigliera. Fra questi, quattro lo hanno ricevuto nella sala consiliare di Palazzo di Città (affittata a pagamento dalla Toppetti, come specificato dall'amministrazione) e un altro nel proprio punto vendita. Gli esercenti si sono giustificati dicendo che la consigliera aveva presentato l'adesivo come se fosse un “riconoscimento istituzionale” alle imprese storiche del territorio. Una tesi smentita dal Comune, mentre la stessa Toppetti si è difesa ripubblicando il video della presentazione ufficiale in cui dichiarava la matrice politica di Futuro Nazionale. La mossa, però, non è bastata a fermare le polemiche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA