Calcio

Pescara, partenza da incubo: Buscè ora deve rilanciarsi

15 Ottobre 2026

I numeri a confronto. Negli ultimi 10 tornei in serie C, il Delfino attuale è tra i peggiori con 12 punti in 9 gare

PESCARA. I numeri non emettono sentenze, ma raccontano verità scomode: per trovare un Pescara partito peggio di quello di Antonio Buscè bisogna tornare indietro di quasi vent’anni. E questo, più di ogni classifica, fa riflettere (molto) sull’avvio balbettante del Delfino. Il bilancio attuale dei biancazzurri dopo nove giornate è di appena 12 punti (3 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte), un bottino che piazza il Pescara 2026-2027 tra quelle protagoniste delle partenze più difficili degli ultimi anni in Serie C.

Annate orribili. Per trovare un avvio peggiore bisogna tornare al 2007-2008, quando il Pescara allenato da Franco Lerda (esordiente in C) si fermò a 11 punti. Un solo punto in meno rispetto alla squadra di oggi, ma che ha profonde differenze. Quel Pescara era in piena crisi societaria, con l’arrivo del gruppo Soglia, e la squadra fu costruita con poche risorse dal compianto ds Enzo Nucifora. L’altro dato porta al Delfino guidato da Nanu Galderisi nel 2008-2009, con 12 punti dopo 9 giornate ma con una società assente e con il fallimento del club nel dicembre 2008. Due precedenti che raccontano le difficoltà di una partenza e che inevitabilmente alimentano le riflessioni sul momento attraversato dalla formazione di Buscè.

Partenze sprint. Il confronto con le altre stagioni restituisce un quadro ancora più significativo. Il Pescara di Ivo Iaconi aveva raccolto 15 punti nel 2001-2002, salendo a 21 nella stagione successiva. Nel 2009-2010, con Cuccureddu in panchina, il bottino dopo nove giornate era stato di 19 punti. Anche la squadra di Auteri, nel 2021-2022, aveva cominciato con un rendimento superiore, raggiungendo quota 16.

Nelle annate più recenti, il Delfino è andato decisamente meglio. Colombo, nel 2022-2023, e Zeman, nel 2023-2024, avevano portato la squadra a quota 20. Il riferimento più distante dall’attualità resta però il Pescara di Silvio Baldini, capace di conquistare 23 punti nelle prime nove partite del campionato 2024-2025. Undici lunghezze in più rispetto all’attuale squadra di Buscè: una differenza che rende immediatamente evidente la distanza tra i due avvii.

Serve la svolta. Naturalmente, il rendimento delle prime giornate non determina da solo il destino di una stagione. Il calcio è fatto di equilibri che possono cambiare, di momenti difficili da superare e di risultati capaci di modificare prospettive e ambizioni. Ma i numeri hanno il merito di fotografare la situazione senza concedere sconti: tra le dieci stagioni considerate, soltanto la squadra di Lerda aveva raccolto meno punti, mentre quella di Galderisi aveva fatto registrare lo stesso bottino. Per Buscè il compito è trovare una risposta sul campo, restituendo alla squadra continuità e risultati. Il club ha rinnovato la fiducia al tecnico, ma gli scenari potrebbero cambiare se non dovesse arrivare un segnale di ripresa. Il Pescara ha bisogno di cambiare passo, prima che un avvio complicato diventi un ostacolo ancora più pesante.

Il riscatto. Il passato non offre garanzie e non scrive sentenze, ma lancia un segnale chiaro: per allontanarsi dalle partenze più difficili della propria storia recente, il Delfino deve cominciare a correre. A partire dalla sfida di domenica pomeriggio (ore 17.30), quando all’Adriatico-Cornacchia arriverà la neopromossa Ostiamare. Da valutare le condizioni del terzino Letizia alle prese con un delicato affaticamento muscolare al flessore, mentre sono state escluse fratture al piede per il centrocampista Sardo. Per l’attaccante Ferraris, invece, trauma contusivo al bacino, ma dovrebbe farcela per domenica.