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15 ottobre

15 Ottobre 2026

Oggi, ma nel 1948, a Dairago di Arconate, in provincia di Milano, l’ex partigiano Pietro Paganini, di 33 anni, presidente della sezione locale dell’Anpi, veniva ucciso da uno dei due colpi accidentalmente partiti dal mitra d’ordinanza del carabiniere Vincenzo Gallo, della stazione di Cuggiono, che era di pattuglia col collega Leonardo Olivieri, dopo aver fermato quattro persone che schiamazzavano di notte. La tensione era scoppiata poiché uno dei giovani aveva fornito false generalità. E Paganini, intervenuto a difesa dei conoscenti, aveva risposto afferrando per il collo l’esponente della Benemerita Olivieri (come riportato sul quotidiano milanese “Corriere della Sera”, del 17 ottobre di quel 1948, nella foto, particolare). Così Gallo, dopo aver usato il calcio dell’arma per difendere l’altro militare puntava la canna sul figlio di Gerolamo Paganini, persona piuttosto conosciuta nel circondario.

La corsa verso l’ospedale di Busto Arsizio era pressoché inutile. A pagina 132 del volume “Polizia. Controinchiesta su abusi ed eccidi delle forze dell’ordine in Italia dal 1943 al 1976”, di Gianni Viola e Mario Pizzola, che sarà pubblicato dall’editore romano Stampa alternativa, nel 1976, la notizia verrà riportata puntando l’attenzione soprattutto sul dissidio politico tra “rossi” e “neri”. Ovvero che Paganini fosse stato freddato durante lo scontro tra fascisti e comunisti nel corso di una manifestazione. Poi la vicenda verrà presa in considerazione anche nell’interrogazione parlamentare, del 20 novembre ’48, alla presenza del sottosegretario di Stato con delega all’Interno Achille Marazza. L’episodio era ricompreso nella scia di scontri lombardi nel secondo dopoguerra, viepiù dopo il tentato attentato contro il segretario del Partito comunista italiano Palmiro Togliatti, del 14 luglio 1948 a Roma, da parte di Antonio Pallante, studente di Giurisprudenza originario di Bagnoli Irpino legato all’Unione nazionale, formazione monarchica liberal-conservatrice.

La gestione della pubblica sicurezza, infatti, da parte del Viminale, guidato da Mario Scelba, aveva condotto a dissapori e non infrequenti conflitti a fuoco tra civili, non necessariamente manifestanti, e rappresentanti delle forze dell’ordine. Alla memoria di Paganini (a scanso di equivoci, era solo omonimo del medico ottocentesco di Oleggio patron dello stabilimento chimico balneare di San Carlo dal 1808) verrà dedicata una via, proprio a Dairago. Centro che, il 24 dicembre '57, con legge numero 1263, diverrà Comune autonomo, col commissario prefettizio Alfio Licandro.