Penne perde ancora residenti ma sale il numero degli stranieri

2 Febbraio 2026

Rispetto al 1° gennaio 2025 ci sono 258 abitanti in meno, altri 39 si erano persi l’anno prima. D’Agostino (Pd): «Servirebbe il biglietto unico regionale per i trasporti, ma anche ridurre le tasse»

PENNE. Negli ultimi 24 anni Penne ha perso oltre 2mila residenti. Al 28 gennaio scorso risultano residenti 10.827 abitanti, 5.539 femmine e 5.289 maschi. Rispetto al 1° gennaio 2025, quando Penne aveva 11.055 abitanti, c’è stata una riduzione di 258 residenti. Nel 2009 i residenti erano addirittura 12.889, per non parlare di quando a Penne c'erano oltre 16mila abitanti. Tra il 2024 e il 2025, invece, la popolazione è diminuita solo di 39 unità (-0,4%). I residenti di cittadinanza straniera sono 627, il 5,7% del totale.

Nel 2024 a Penne si sono registrati 57 nascite e 155 decessi. Il saldo naturale è stato quindi negativo, di 98 unità. Il saldo migratorio è stato invece positivo di 59 unità, per effetto di 153 iscrizioni di residenza da altri comuni, 255 cancellazioni di residenza da Penne per altri comuni, 238 trasferimenti di residenza dall'estero e 77 trasferimenti all’estero. A impressionare, è il dato dei residenti stranieri.

Nel 2002 a Penne si registravano solo 56 stranieri, per di più lavoratori, mentre oggi ce ne sono oltre 630. La maggior parte degli ultimi arrivati sono inglesi, americani, olandesi. Spesso hanno trascorsi lavorativi importanti e vengono a Penne per godersi la pensione o per lavorare da remoto. C'è chi scegli di vivere nel centro storico e chi preferisce la tranquillità e la bellezza delle colline. Tra gli ultimi arrivati a Penne anche la famiglia olandese Van der Wolf, che ha acquistato una casa a Colle Stella.

Ma nonostante in tanti siano attratti dalle bellezze del centro storico, molti cittadini extra Unione Europea faticano a ottenere la cittadinanza o la residenza permanente. C’è chi, come Philippe Salomone, 60enne americano con chiare origini italiane, è costretto al faticoso ciclo dello “Schengen Shuffle”, ovvero il dover lasciare l’Italia ogni 90 giorni alla ricerca di scappatoie legali, invece di stabilirsi. Ma se gli stranieri aumentano, sempre più pennesi decidono di spostarsi.

Sebbene il polo tessile vestino abbia incrementato i posti di lavoro con l’arrivo di Cucinelli, le alternative occupazionali restano scarse e chi studia fuori raramente torna a Penne. «Lo spopolamento di un territorio montano come quello di Penne va contrastato in primis con buone leggi regionali che finanziano le imprese dell’entroterra e facilitino la vita», sottolinea la segretaria del Pd pennese, Margherita D'Agostino. «Un modo per incentivare la vitalità di Penne potrebbe essere il biglietto unico regionale, che il Pd da tempo vorrebbe istituire e che renderebbe più economica la mobilità dei residenti ma anche dei turisti che dalla costa vogliono visitare il paesaggio collinare.

L'amministrazione comunale dovrebbe lavorare affinché Penne assuma l'aspetto delle altre città presenti nei Borghi più belli d’Italia, e favorire il turismo con eventi unici, boschi visitabili, percorsi nel centro storico e collegamenti con la Riserva. Altra azione importante sarebbe la riduzione delle tasse, come l’occupazione del suolo pubblico nelle attività commerciali del centro, e premiare le associazioni che propongono eventi».

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