Incidente Montesilvano. Gabriele travolto a fari spenti. Scatta il fermo per il 20enne

11 Agosto 2026

Omicidio volontario e pluriaggravato per il montesilvanese alla guida della Fiat Punto.  Risultato positivo agli stupefacenti, non si è reso reperibile: l’arresto per evitare la fuga

PESCARA

I fari della macchina spenti e la corsa sul ponte dove, poco prima della curva, ha centrato in pieno la moto arancione su cui viaggiava Gabriele Falcone, 18 anni di Montesilvano, falciato e morto sul colpo dopo il violentissimo impatto di sabato scorso. In meno di 48 ore i carabinieri della Compagnia di Montesilvano hanno chiuso il cerchio attorno a G.N, il 20enne di Montesilvano che quella sera si trovava alla guida della Fiat Punto nera sotto effetto di stupefacenti. E la Procura di Pescara con il pm Anna Benigni ha disposto il fermo per il 20enne a cui, nelle ultime 24 ore, gli inquirenti hanno tentato di notificare la misura a casa ma senza mai trovarlo: si è fatta dunque strada la possibilità di un suo possibile allontanamento, di qui l’arresto e la detenzione in una cella del carcere San Donato di Pescara. Per lui la pesante accusa di omicidio volontario, essendoci nella dinamica dell’incidente una serie di circostanze come i fari spenti e la manovra di sorpasso con «accettazione di rischio», e in subordine l’omicidio stradale colposo pluriaggravato. Lunghe e pesanti le contestazioni: varie violazioni del Codice della strada come superamento dei limiti di velocità, sorpasso in curva con scarsa visibilità, data l’oscurità della notte e i fari spenti dell’auto, sorpasso nel tratto in cui vige la doppia striscia continua, oltre alla guida sotto effetto di sostanza stupefacenti.

Dall’altra parte, i genitori di Gabriele non si danno pace per quell’unico figlio che avevano, strappato alla vita senza che nessuno potesse fare niente.

LE INDAGINI

Secondo la ricostruzione al vaglio dei carabinieri e ora nelle mani della Procura, la Fiat Punto ha percorso il ponte in direzione Montesilvano con i fari completamente spenti. Un elemento pesante nella dinamica dell’incidente che, per la Procura, ora si traduce in un fascicolo aperto per omicidio volontario nei confronti del 20enne, già noto alle forze dell’ordine per fatti accaduti quando era minorenne. Con i fari spenti, l’auto ha invaso l’altra corsia di marcia nell’istante in cui stava passando la moto di Gabriele insieme ad altri suoi due amici, sempre in sella alle moto. Tutti e tre viaggiavano in fila: Gabriele era il secondo. Il primo è riuscito, solo per una questione di centimetri, a sterzare e a scampare alla morte. Gabriele, invece, non ha fatto in tempo ed è stato centrato in pieno. Al terzo, che li seguiva in moto a poca distanza, lo strazio di quella scena e l’inizio di un incubo.

TELECAMERE AL VAGLIO

Al vaglio degli inquirenti ci sono le telecamere del ponte “Delli Castelli”, utili a ricostruire la dinamica, e le testimonianze raccolte sul posto. Dopo l’incidente avvenuto poco dopo mezzanotte, in attesa dell’arrivo dei soccorsi, due dei passeggeri dell’auto hanno tentato di allontanarsi, ma sono stati poi bloccati e riportati sul posto dai passanti, in attesa dei carabinieri che li hanno identificati. Per il 20enne sono scattati gli esami alcolemici e tossicologici. I carabinieri hanno poi perquisito anche l’auto e sottoposto a sequestro e al controllo di eventuali malfunzionamenti. Preso anche il telefono cellulare del conducente da cui poter verificare una sua eventuale distrazione dovuta all’uso del dispositivo. Le indagini continueranno a mettere in fila ogni tassello di quella notte. Ma nessuna ricostruzione potrà restituire Gabriele alla sua famiglia: a 18 anni, la sua vita si è fermata su quel ponte.

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