Picciano, nel Pd è scontro sulle liste «De Castro e Di Matteo vanno espulsi»

30 Aprile 2011

Il Pd di Picciano: appoggiano una lista civica avversaria

PICCIANO. Il Partito democratico di Picciano ha chiesto agli organi nazionali l'espulsione dal partito dell'eurodeputato Pd Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura. La richiesta è stata accompagnata da una lettera alla Commissione provinciale di garanzia del partito con la richiesta di espulsione per l'ex assessore Donato Di Matteo.

La colpa di De Castro è di aver partecipato, invitato da Di Matteo, alla presentazione della lista che alle amministrative del 15 maggio si contrappone a quella del candidato democratico Ermete Triozzi, e nella quale, spiegano gli esponenti del circolo democratico di Picciano «non c'è nessun esponente del Pd, mentre si sono esponenti iscritti a partiti di centrodestra».

Un pasticcio che i vertici del partito regionale hanno cercato di scongiurare. Si sono mossi i parlamentari Giovanni Legnini e Giovanni Lolli, si è mossa la segreteria regionale, e si sono mossi anche alcuni dirigenti nazionali: «E' inopportuno che De Castro vada a Picciano», è stato l'accorato appello, «la cosa potrà avere ripercussioni gravi». Niente da fare: giovedì pomeriggio De Castro era tranquillamente a Picciano seduto al fianco di Di Matteo e del candidato della lista anti-Pd Vincenzo Catani: l'eurodeputato non ha voluto dire no all'invito di un compagno di partito al quale è legato da amicizia. Il coordinatore del circolo Adriano Di Muzio tuona contro la ««personalizzazione della politica» e la «violazione dello statuto e del codice etico, che vietano tali condotte».

Nel Pd di Picciano si accusa Di Matteo di «giocare a ruota libera: dove non ha possibilità resta in silenzio. Dove ha amici del Pd, appoggia il Pd. In altri luoghi si inventa situazioni anche contro il Pd». Così è stato a Picciano. Ma così sarà alle prossime elezioni regionali del 2013 - teme il Pd - dove Di Matteo conta di presentare liste civiche in ogni collegio provinciale. Al progetto starebbero lavorando anche l'ex assessore regionale all'Agricoltura Marco Verticelli e l'ex assessore regionale Antonio Boschetti che con Di Matteo animano l'associazione Abruzzo riformista e che avrebbero già iniziato una campagna di reclutamento in tutta la regione. Di Matteo vuole insomma tornare da protagonista sulla scena regionale, e tornarci con le proprie forze, perché, si dice sempre nel Pd, difficilmente potrebbe avere chanche restando nel partito.

Per il segretario regionale Silvio Paolucci, che ha preso in mano il partito con la parola d'ordine "rinnovamento", è una bella grana. (a.d.f.)

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