Ristoranti, palestre e hub turistici: è la seconda vita del cementificio di Pescara

foto di Giampiero Lattanzio 

28 Febbraio 2026

Entro l’anno terminerà la demolizione dell’ex opificio, presentato il progetto “Porta d’Abruzzo”. L’investimento privato da oltre 100 milioni di euro: un terminal ispirato alle grandi navi da crociera

PESCARA. Per anni è stato il gigante grigio che accoglieva chi entrava in città: polvere nell’aria, balconi imbiancati di residui, finestre chiuse anche d’estate. Oggi quel simbolo di cemento e proteste ha i giorni contati. L’ecomostro di via Raiale, entro l’anno, sarà completamente abbattuto. E per i pescaresi che hanno convissuto con le sue ciminiere e con le polveri sospese tra le case, il cementificio diventerà finalmente un ricordo. All’ingresso della zona industriale, tra quattro anni sorgerà quella che l’architetto della Netlab srl Giovanni Marchionne definisce una grande «crociera da terra». Sui quasi 13 ettari oggi ridotti a cumuli di macerie e polveri, sorgeranno un ristorante panoramico, piscina, palestra, spa, teatro e discoteca, che andranno a comporre un vero e proprio terminal turistico ispirato alle navi da crociera, a cui si aggiungerà un parco fluviale. È questo il progetto di rigenerazione urbana denominato “Porta d’Abruzzo”, che punta a trasformare l’area industriale dismessa in un nuovo polo civico, produttivo e turistico.

«Entro il 2030 l’avvio delle attività», hanno assicurato tecnici e politici ieri all’apertura dei cancelli di via Raiale, dove da mesi è in corso l’operazione di bonifica e demolizione del vecchio edificio. Ora però si volta pagina: a scriverla, e a prendersi i titoli, è un privato. Si tratta di Calbit srl, gruppo di imprenditori campani operanti storicamente nel settore edile e, in particolare, nella produzione di cemento. Una scommessa importante: acquistare il vecchio e malandato cementificio per trasformarlo in un progetto da oltre 100 milioni di euro. Comune e Regione hanno solo concesso le autorizzazioni necessarie, oltre al definitivo stop alla ripresa dell’attività industriale. Quello di Pescara sarà dunque il primo di sei siti previsti in tutta Italia che adotteranno questa filosofia turistica.

IL PROGETTO. Proprietaria dell’area da riqualificare è dunque la ditta Calbit che, dopo l’impossibilità di riattivare l’impianto a causa dell’opposizione di istituzioni e cittadinanza, ha incaricato Netlab srl di studiare un progetto di ristrutturazione urbana e produttiva del sito, sostenibile sia economicamente sia dal punto di vista ambientale. Ieri, davanti alle telecamere e agli operai impegnati nei lavori, erano presenti il presidente della Regione Marco Marsilio, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il deputato Guerino Testa (FdI), il sindaco Carlo Masci e Antonio Caturano per la Calbit. Tra auspici futuri e ringraziamenti – il più ripetuto all’ex assessore all’ Urbanistica Isabella Del Trecco, che garantì le autorizzazioni necessarie anche in situazioni complesse («è stata una visionaria», la ringrazia Sospiri) – la politica è entrata nel cantiere con gli escavatori in funzione. «Il Terminal si ispira alle navi da crociera», spiega l’architetto progettista Marchionne, «offrendo servizi di intrattenimento e di supporto per i turisti. Al suo interno sono dislocati spazi di accoglienza e ristoro, uffici gestionali e di formazione del personale, oltre agli uffici delle aziende e delle istituzioni».

Nel triennio 2027-2029 sorgeranno le nuove strutture: un terminal turistico di circa 23mila metri quadrati su quattro livelli, una Biofarm dedicata all'agricoltura idroponica e alla formazione, locali che ospiteranno l'Archivio di Stato e la riqualificazione del silo della farina, alto 41 metri, che ospiterà il ristorante panoramico e uno spazio dedicato alla memoria storica del sito. Prevista anche la realizzazione di un parco nell'area fluviale, destinato a eventi e concerti. Elemento distintivo dell’intervento è il format “Crociera in Italia”: pacchetti turistici settimanali organizzati in un raggio di circa 250 chilometri dal terminal di Pescara, con itinerari tematici tra città d’arte, natura, enogastronomia, borghi, turismo religioso e sport. Il territorio interessato comprende Abruzzo, Marche, Molise, Umbria, Lazio, Campania e la provincia di Foggia. L’avvio ufficiale delle attività è previsto per marzo 2030 e, al momento, sono stimati circa 200 posti di lavoro. In programma anche interventi sulla mobilità, con percorsi accessibili e un collegamento fluviale verso il Ponte del Mare.

«RELITTO INDUSTRIALE». «Trasformiamo un simbolo di degrado in una straordinaria opportunità di sviluppo», dice Marsilio, lodando la riqualificazione di quello che ha definito un «relitto industriale che, da motore di sviluppo, era diventato un’area di degrado sociale e ambientale». La Regione ha avuto il ruolo di «velocizzare le procedure», sottolinea Sospiri, «l’impianto, fondamentale per la ricostruzione post-bellica dell’Abruzzo, lascia ora spazio a una “fabbrica ambientale” e a un nuovo polo culturale».

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