Torino, preso un 22enne: si sarebbe scagliato contro il poliziotto Calista

Specialisti degli attacchi, scattano i primi tre arresti. L’individuazione grazie alle telecamere. I violenti arrivati anche dalla Francia: sequestrati sassi, chiavi inglesi e coltelli
TORINO. Con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna hanno attaccato, a più riprese, i contingenti delle forze dell'ordine lanciando pietre, bottiglie di vetro, razzi, bombe carta, creando barricate con cassonetti dati alle fiamme, incendiando una camionetta della polizia e aggredendo un agente. Sono circa 1.500 i violenti responsabili della guerriglia urbana di sabato sera a Torino durante la manifestazione contro lo sgombero dello storico centro sociale Askatasuna. Tra loro anarchici, autonomi, antagonisti, gruppi organizzati e cani sciolti. Specialisti della guerriglia arrivati nel capoluogo piemontese non solo da diverse città italiane ma anche da altri paesi europei, in particolare dalla Francia. In arresto è finito un 22enne che avrebbe fatto parte del gruppo che ha brutalmente aggredito il poliziotto pescarese Alessandro Calista a calci, pugni e martellate.
Il ragazzo, identificato dalla Digos grazie ai filmati, avrebbe agito insieme a cinque o sei compagni. «Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve», ha tuonato il ministro della Difesa Guido Crosetto, assicurando che «devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse». Il vicepremier Matteo Salvini ha telefonato all'agente aggredito: «Ho letto che, grazie anche al decreto sicurezza voluto dalla Lega, è stato arrestato in differita uno dei delinquenti», ha detto, «però conto che gli venga contestato quantomeno il tentato omicidio, non lesioni». Al momento l'arresto del 22enne, eseguito con il meccanismo della flagranza differita, è scattato per «concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni».
C'è anche una denuncia per rapina, perché a Calista sono stati portati via scudo, u-bot e maschera antigas. Ma a insistere sulla necessità che si proceda per tentato omicidio sono diversi esponenti del governo, tra i quali il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. Domani il ministro Matteo Piantedosi riferirà alla Camera. E mentre il poliziotto aggredito e quello che lo ha aiutato sono stati dimessi dall'ospedale, con 20 e 30 giorni di prognosi, proseguono le indagini per individuare tutti i responsabili non solo dell'agguato ma della guerriglia che ha messo la città a ferro e fuoco. Nell'immediatezza sono stati arrestati altri due manifestanti, italiani di 31 e 35 anni.
In 24, dopo un passaggio in questura, sono stati denunciati per reati che vanno dalla resistenza al porto d'armi improprie, dal travisamento all'inottemperanza ai provvedimenti dell'autorità. Sotto sequestro sono finiti sassi nascosti negli zaini, chiavi inglesi, frombole e coltelli. La polemica politica ha investito in pieno anche il Comune di Torino. Il sindaco, Stefano Lo Russo (Pd), ha ricevuto da Giorgia Meloni «la piena solidarietà alla città da parte del governo» ma è stato attaccato da Forza Italia, che lo ha esortato a cacciare dalla maggioranza Avs per la presunta contiguità con Askatasuna.
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