Elezioni a Pescara, Costantini sogna la rimonta e arriva anche Elly Schlein

1 Febbraio 2026

Il candidato presenta il programma: «Ballottaggio possibile, tutti al voto». Mercoledì  l’arrivo della segretaria nazionale del Pd attesa in città per un incontro nella sala consiliare del Comune 

PESCARA. «La ricerca della felicità per gli altri è un valore che ci accomuna tutti». Come nell’omonimo film con Will Smith, dove la determinazione nasce dall’amore per il figlio, anche Carlo Costantini dice di essere pronto a lottare per la sua Pescara, con l’obiettivo di «riportare la legalità e restituire diritti ai cittadini». Si è aperta ufficialmente ieri mattina, nel cuore della città, la campagna elettorale del centrosinistra. Tra abbracci, strette di mano tra politici e cittadini ai banchetti allestiti al Caffè Ideale, a due passi dal triangolo della movida, il candidato sindaco di centrosinistra ha raccontato il suo sogno della rimonta: arrivare al ballottaggio, «uno scenario altamente possibile», e portare tutta la città a voto.

A fare gli onori di casa è stato il consigliere regionale del Patto per l’Abruzzo Luciano D’Amico: «Carlo Costantini sarà la voce unitaria della coalizione progressista a Pescara». Ma a far sognare il centrosinistra, mercoledì, sarà l’arrivo della segretaria nazionale del Pd Elly Schlein, attesa in città per un incontro nella sala consiliare del Comune, dove porterà la battaglia sul no al referendum sulla giustizia. Alle 15.30 è in programma il dibattito: un ritorno a Pescara atteso da tempo. Era dicembre 2023 quando Schlein salì sul palco del Parco del Castello all’Aquila per sostenere la candidatura regionale di D’Amico; un anno dopo, l’appuntamento pescarese per la conferenza programmatica del Pd.

LA SFIDA SI APRE Commercio, parcheggi, legalità, sicurezza e ambiente: sono questi i pilastri del programma elettorale di Costantini che, sostenuto da cinque liste, alle elezioni di giugno 2024 aveva raggiunto il 34,24% dei consensi. Elezioni che ora dovranno essere ripetute in 23 sezioni a causa dei troppi errori riscontrati nei seggi. «Abbiamo fatto uno sforzo disumano per restituire un diritto alle persone», afferma Costantini. «Nel 2024 quel diritto non era stato garantito. Oggi i pescaresi possono finalmente scegliere: per noi è una vittoria collettiva».

LE PRIORITÀ Costantini parte dal commercio e dalla crisi del centro cittadino, in particolare di corso Vittorio. «Non è solo economia ma presidio del territorio, indotto e sicurezza. Una città viva, con famiglie, giovani e persone che si incontrano, funziona meglio ed è più sicura». Non a caso la scelta di aprire la campagna elettorale in via Cesare Battisti: «A pochi passi da qui, pochi giorni fa, si è verificata l’ennesima aggressione. Sugli orari di bar e ristoranti è stata adottata una politica repressiva che, a colpi di ordinanze, ha svuotato intere zone. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: meno attività, meno persone in strada, una città spenta. Serve un cambio di metodo». L’attacco è a tutto campo anche su parcheggi e lavori cittadini: «Cantieri infiniti e mal gestiti hanno cancellato migliaia di posti auto. Oggi parcheggiare è quasi impossibile e i pescaresi pagano di più per un servizio a metà». Sulla legalità il messaggio è netto: «Il Comune deve essere la casa di tutti, un luogo di totale trasparenza. Quando emergono irregolarità, come nel voto del 2024, non si può far finta di niente». E sulla sicurezza parla di vera emergenza: «Aggressioni e violenze sono ormai quotidiane. Una città spenta di sera non è più sicura, è solo più fragile. Servono più pattuglie, tolleranza zero verso chi delinque e un sindaco autorevole, capace di farsi sentire anche ai tavoli ministeriali». Infine l’ambiente: «Basta tagli indiscriminati di alberi. Il verde è un patrimonio da difendere. Serve un nuovo canile e una reale collaborazione con le associazioni».

IL SONDAGGIO Dai parenti in graduatoria nei concorsi comunali ai giovani che perdono fiducia nella politica. «Lo dice il sondaggio di Noto: i giovani sono i più arrabbiati nei confronti dell’amministrazione Masci», sottolinea Costantini, che guarda anche allo scenario del ballottaggio. «Masci sa bene che al ballottaggio potrebbe perdere, per questo spinge all’astensione».

LA COALIZIONE  A sostenere il candidato ieri i rappresentanti delle liste Pd, M5S, Avs–Radici in Comune, Carlo Costantini Sindaco di Pescara e Faremo Grande Pescara. «Da quando c’è Carlo Masci vivete meglio?», chiede al pubblico la consigliera regionale Erika Alessandrini, ricevendo un secco no. «Noi siamo qui e ci crediamo. Non è un’impresa impossibile. Il ballottaggio significa che tutti possono dire no a Masci e sì a Costantini». Fa eco Antonio Blasioli, citando l’esempio del sindaco di Isernia che ha protestato per i diritti montando una tenda davanti all’ospedale: «Siamo pronti a incatenarci davanti al Ministero per il potenziamento della questura di Pescara». Presenti, tra gli altri, Antonio Di Marco, il segretario regionale Pd Daniele Marinelli, la segretaria provinciale Carmen Ranalli e il coordinatore regionale di Avs Daniele Licheri. A dare forza anche la candidata consigliera Stefania Catalano, tra le firmatarie del ricorso elettorale che ha portato al ritorno alle urne. E poi anche i candidati, già consiglieri, Simona Barba, Piero Giampietro, Michela Di Stefano, Francesco Pagnanelli e Paolo Sola, insieme ai giovani della politica come Saverio Gileno e Claudio Mastrangelo. A rubare la scena sul finale, tra sorrisi e selfie, il comico pescarese Germano D’Aurelio, in arte Nduccio.