Atri. Il cane robot passeggia in centro: consegnerà pacchi e documenti

La società Hadrianoid ha messo in funzione la macchina, sarà addestrata per avviare nuovi servizi.
Arrivato anche l’umanoide da impiegare nelle attività dell’imprenditore Pavone: agricoltura e sartoria
ATRI
Il futuro non è più soltanto un’ipotesi, ma una realtà che comincia a muovere i primi passi tra le strade di Atri. Ieri pomeriggio, in piazza Duomo, davanti alla storica cattedrale del Trecento, una presenza insolita ha attirato l’attenzione dei pochi passanti. Un piccolo animale meccanico, dalle sembianze di un cane robot, si muoveva con sorprendente disinvoltura, guidato a distanza da un operatore attraverso un joystick. Una scena che sembrava uscita direttamente da un film di fantascienza, ma che rappresenta il primo concreto passo verso una nuova era tecnologica per la città degli Acquaviva.
Protagonista di questa rivoluzione è Hadrianoid, la società fondata dall’atriano Piero Pavone. Un progetto che unisce innovazione, visione imprenditoriale e un forte legame con il territorio. Pavone, imprenditore eclettico e visionario, negli ultimi anni ha investito in diversi settori, dall’agricoltura alla sartoria, dall’accoglienza fino ad arrivare oggi alla robotica. Un percorso che punta a costruire nuove opportunità senza perdere il contatto con le proprie radici. «Credo che questo sia uno dei nostri punti forti delle nostre iniziative», spiega Marta Lupoletti, manager atriana che affianca Pavone, «e cioè investire ad Atri e valorizzare le maestranze della nostra zona».
Anche la nuova avventura tecnologica nasce dunque con uno sguardo rivolto alle competenze locali. I due ingegneri coinvolti nel lancio della società provengono infatti da università abruzzesi e avranno il compito di programmare i primi due robot acquisiti. Si tratta di un umanoide e del cane robot, destinati a diventare i protagonisti delle prime sperimentazioni. «I nostri tecnici adesso devono letteralmente insegnare al cane robot e all’umanoide che abbiamo acquisito a svolgere i compiti che più riteniamo opportuni. Una programmazione che può essere adattata alle esigenze dei potenziali clienti». In questa prima fase Hadrianoid intende impiegare i robot soprattutto a supporto delle altre attività imprenditoriali avviate da Pavone sul territorio atriano. Così non è difficile immaginare, in un futuro ormai vicino, il piccolo robot a quattro zampe attraversare i vicoli del centro storico per consegnare pacchi, trasportare attrezzi e svolgere servizi utili alle attività fondate da Pavone. «Per il momento», spiegano i manager, «stiamo guidando gli umanoidi con il joystick, ma presto potranno muoversi in autonomia o meglio lo faranno attraverso i programmi che stiamo creando». È proprio qui che si apre lo scenario più affascinante: il passaggio definitivo dal controllo umano all'autonomia programmata. Atri si prepara così a guardare oltre il presente, portando la robotica nel cuore della propria quotidianità.
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