Teramo. Gestione dei rifiuti, D’Alberto: «Serve un modello provinciale»

Il sindaco lancia un appello al presidente dell’Agir, Biondi, affinché acceleri sulla riforma.
«No a sub ambiti: sono antistorici, antieconomici e in contraddizione con le scelte sul sistema acqua»
TERAMO
La migliore dimensione possibile per la gestione dei rifiuti è quella provinciale perché garantisce efficienza nei servizi e nelle economie. È la sintesi del pensiero del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto che insiste sulla necessità di accelerare sulla riforma del sistema guardando ad un livello territoriale omogeneo e su base provinciale in tutta la regione, scongiurando il fattore “spezzatino” già oggi presente in diverse realtà. Frammentazione che va superata, su indicazioni nazionali, come molti Comuni stanno già provando a fare. Teramo, e la sua provincia, compresa. La riforma che deve ridisegnare la gestione dei rifiuti in Abruzzo è nelle mani dell’Agir (Autorità gestione integrata rifiuti Abruzzo) alla quale D’Alberto si rivolge affinché acceleri l’iter di definizione del piano d’ambito: «Il livello ottimale di gestione non può che essere quello provinciale: ogni decisione volta a spacchettare il territorio in ulteriori sub ambiti costituirebbe un passo indietro antistorico ed antieconomico, oltre che un controsenso rispetto alla tanto decantata necessità di accorpamento in due soli sub ambiti, se non addirittura in un unico ambito, del sistema idrico», dice il sindaco di Teramo richiamando l’altra grande riforma, quella dell’acqua, che guarda proprio ad una riduzione di ambiti sui territori. Come a dire: evitare due pesi (rifiuti e acqua) e due misure (sub ambiti sì, sub ambiti no).
«Credo fermamente che il livello di gestione ottimale dei servizi pubblici essenziali, a cui devono corrispondere i relativi ambiti, sia quello provinciale. E questo soprattutto per quanto concerne la gestione integrata del ciclo dei rifiuti», dice D’Alberto ricordando che in questa direzione Teramo, anticipando le linee guida dell’Agir, «ha già avviato da tempo un percorso di ampio respiro interamente pubblico che sta dimostrando come una prospettiva organica di gestione dei rifiuti su base provinciale, che mette al centro l’interesse pubblico e quello dei cittadini, sia strategica oltre che vincente. E lo conferma anche il fatto che oggi, chi esce fuori dal percorso di aggregazione pubblica che si sta costruendo, costringe le proprie comunità a pagare di più». Il riferimento del sindaco è alla Teramo Ambiente (società di rifiuti) che sta inglobando l’ex MoTe (società in concordato) accentrando su di sé i servizi per più Comuni della provincia. E non solo: la TeAm ha allargato il dialogo ad altre società private del settore, come la Poliservice che si occupa della zona della Val Vibrata, per arrivare a una gestione il più provinciale possibile. «L’ambiente, così come l’acqua, rappresenta un bene comune e un diritto da tutelare. Su questi beni non si può pensare di fare utili, ma vanno preservati tutelando le nostre comunità», dice il sindaco che invita così il presidente dell’Agir, Pierluigi Biondi, a «portare avanti senza indugi il processo di individuazione dell’ambito ottimale. Oggi è assolutamente necessario accelerare l’iter». D’Alberto conclude sottolineando come sia essenziale «superare l’attuale frammentazione gestionale e lavorare per una sempre maggior efficienza dei servizi. Un percorso che può essere garantito solo attraverso una gestione unica provinciale del sistema dei rifiuti, che metta insieme il patrimonio impiantistico e infrastrutturale del territorio, le buone pratiche, le esperienze maturate in questi anni».
Su indicazione della Regione, l’Agir dovrà procedere all’approvazione del piano d’ambito entro il termine del 31 dicembre 2027.
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