Etichette false vendute online: condannato un imprenditore

Pena di 8 mesi dopo l’operazione delle Fiamme gialle: sulle targhette marchi fasulli di grandi firme. Sanzionati 779 acquirenti, rintracciati in tutta Italia, che hanno acquistato il materiale contraffatto
TERAMO. L’accusa è quella di aver fabbricato etichette contraffatte di grandi marchi, da Armani a Louis Vuitton, e di averle poi commercializzate su piattaforme di commercio online: per questo un imprenditore marchigiano è stato condannato a 8 mesi al termine di un rito abbreviato che si è svolto al tribunale di Teramo. Il caso è arrivato in un’aula di giustizia dopo che nei mesi scorsi i finanzieri del comando provinciale di Ascoli hanno sequestrato un opificio in Val Vibrata utilizzato per la produzione di marchi contraffatti e individuato 779 acquirenti in tutta Italia, successivamente sanzionati per aver acquistato prodotti ritenuti riconducibili al mercato del falso.
L’operazione, coordinata dalla Procura di Teramo vista la competenza territoriale, si inserisce nel contrasto alla contraffazione e alla tutela della libera concorrenza. L’indagine è stata condotta dai militari della Compagnia di San Benedetto del Tronto attraverso il monitoraggio delle principali piattaforme di commercio elettronico. Gli investigatori hanno individuato un’impresa individuale che, tramite i portali Ebay e Vinted, avrebbe commercializzato circa 17mila patch contraffatte riconducibili a alcuni dei più noti marchi internazionali della moda, tra cui Nike, Armani, Balenciaga, Louis Vuitton, Blauer e Levi’s. I successivi accertamenti hanno consentito di denunciare il titolare dell’attività per i reati di contraffazione e uso di marchi.
I finanzieri hanno scoperto e sequestrato due sofisticati macchinari in grado di produrre le patch in maniera rapida e sistematica, oltre a circa 800 esemplari già pronti per essere immessi sul mercato. L’analisi dei dispositivi informatici sequestrati ha permesso di ricostruire la rete degli acquirenti e identificare le 779 persone distribuite su tutto il territorio nazionale. Gli acquirenti sono stati sanzionati amministrativamente per un importo complessivo di circa 470mila euro. La normativa prevede infatti sanzioni per chi acquista beni che, per qualità, provenienza o prezzo particolarmente basso, possano far presumere la violazione delle norme sulla proprietà industriale e sull’origine dei prodotti.
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