Falce e martello a Montorio al Vomano, è guerra su simbolo e disegno spray

Uccelli (Pci): «Chiarimenti da Comune e Soprintendenza sulla tutela del manufatto». Di Giandomenico (FN): «La riproduzione con la vernice va cancellata, serve rispetto»
MONTORIO AL VOMANO. Una segnalazione alla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio sulla rimozione della storica falce e martello del lungofiume Vomano e la presentazione al Comune di Montorio di un accesso civico per acquisire l’ordinanza del 19 agosto, le relazioni tecniche, le fotografie e gli atti relativi alla rimozione, alla custodia e alle interlocuzioni con la Soprintendenza. Sono le iniziative del Partito Comunista Italiano (Pci) Abruzzo sulla rimozione a Montorio del manufatto in ferro battuto, chiamato in dialetto “Lu faggiaune”, installato da decenni su un muro di contenimento del lungofiume come simbolo delle lotte operaie e sindacali degli anni ’50.
Manufatto per anni offuscato dalla vegetazione e ormai arrugginito. “Abusivo” per il Comune e fatto rimuovere a ridosso dal Ferragosto dall’amministrazione del sindaco Fabio Altitonante per motivi di sicurezza a garanzia della pubblica incolumità. Ma è riapparso nei giorni scorsi a mo’ di murale in vernice rosso realizzato di notte da ignoti che hanno imbrattato il muro, ricalcando i contorni dell’ombra dell’opera rimasti.
«Il Pci non nega la necessità di mettere in sicurezza luoghi e strutture, ma chiede che tali esigenze non si traducano nella perdita di una testimonianza della storia politica e sociale di Montorio», spiega il segretario regionale Marco Uccelli, «chiediamo alla Soprintendenza di chiarire il proprio coinvolgimento e verificare il possibile interesse storico ed etno-antropologico del bene e al Comune di documentare la custodia e indicare tempi e modalità di restauro e ricollocazione perché sicurezza e memoria devono procedere insieme». E conclude: «L’obiettivo è riportarlo nel luogo storico garantendone la sicurezza con un’iniziativa aperta a cittadini, associazioni, sindacati e forze democratiche».
Un dibattito che non si placa quello su “Lu faggiaune” e che ha coinvolto diverse forze politiche. Il comitato di Futuro Nazionale di Montorio ha presentato un’istanza «per la cancellazione della riproduzione con vernice» e si è offerto volontario per tale intervento. «La libertà di espressione e di manifestazione del proprio pensiero non può tradursi nell’imbrattamento o nella deturpazione di beni e spazi pubblici ed esprimiamo la ferma condanna per l’atto», scrive il referente Emidio Di Giandomenico, «il patrimonio pubblico e il decoro degli spazi della comunità devono essere rispettati da tutti e le legittime opinioni politiche devono essere espresse nelle sedi democratiche e non attraverso atti di vandalismo e sfregio di beni pubblici».
Quindi il comitato ha chiesto formalmente al sindaco e all’amministrazione «di valutare e autorizzare, qualora tecnicamente e giuridicamente possibile, l’intervento volontario per la cancellazione della riproduzione della falce e martello concordando preventivamente con gli uffici comunali tempi e modalità per garantire la corretta salvaguardia della superficie muraria. La nostra disponibilità a intervenire», aggiunge Di Giandomenico, «vuole rappresentare un gesto concreto di responsabilità civica, di rispetto per il patrimonio comune e di attenzione al decoro di Montorio».
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