Giulianova può salvare i caliscendi

27 Settembre 2010

Presentata la legge, tutela i simboli della pesca dal molo

GIULIANOVA. Presentata la legge regionale che tutela i caliscendi giuliesi. Si è svolto ieri mattina, all'interno del Circolo Nautico Migliori, l'incontro per illustrare l'importanza della salvaguardia dell'area portuale e delle tipiche strutture per la pesca situate nel molo sud del porto cittadino, valorizzate dalla legge 38 del 10 agosto 2010. 

Un provvedimento inserito nell'azione di valorizzazione turistica dei trabocchi della costa abruzzese, consistente nel recupero, la ristrutturazione e la manutenzione delle caratteristiche costruzioni sul mare, e che è stato accolto con soddisfazione da tutti coloro che, negli anni, si sono impegnati per tale riconoscimento. 

Hanno partecipato all'incontro il sindaco Francesco Mastromauro, il presidente dell'Ente Porto Pierangelo Guidobaldi, il consigliere regionale Berardo Rabuffo, il presidente del Circolo Nautico Marco Maria Ferrari e Antonio Macera, l'ex consigliere regionale che ha presentato la legge salva-caliscendi. 

Assenti l'assessore regionale al Turismo Mauro Di Dalmazio, il consigliere Claudio Ruffini e membri della giunta provinciale, in ritiro ad Appignano.  L'importanza della legge regionale è stata sottolineata da tutti i presenti, compresi altri esponenti politici come il consigliere provinciale Flaviano Montebello e assessori e consiglieri comunali, intervenuti all'incontro. 

Mastromauro ha ribadito la necessità di valorizzare l'intero porto, come punto turistico per la riscoperta di prodotti tipici, con la riqualificazione della passeggiata sul molo, tramite l'installazione di arredi e cartellonistica adeguata: «Quello di Giulianova deve diventare il porto della provincia di Teramo».

Guidobaldi, annunciando la creazione di un logo che identifichi la costa ed il porto dei caliscendi, ha auspicato l'incremento di eventi ed insediamenti di carattere turistico nell'area portuale, strutture che facciano della struttura un polo d'attrazione. Rabuffo, nel corso del proprio intervento, ha anche evidenziato come sia inutile per lo sviluppo turistico che una parte del territorio comunale rimanga nella riserva del Borsacchio.

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