Las Mobili, piano per tagliare i costi

22 Novembre 2012

L’azienda vuole esternalizzare alcuni settori. I Cobas: a rischio 146 posti di lavoro, dateci garanzie o scioperiamo

TORTORETO. La Las Mobili si ristruttura. Il gruppo industriale che opera nel settore del mobile e che conta 302 dipendenti fa fronte alla crisi elaborando un piano industriale in grado di ridurre i costi.

A segnalare il delicato momento di transizione sono i Cobas che parlano del pericolo di perdere i posti di lavoro di chi lavora nel settore presse e in quello logistico. Nel primo settore lavorano 21 operai, 41 nel secondo. L’azienda al momento non ha aperto alcuna procedura di mobilità. I Cobas chiedono il ricorso al contratto di solidarietà, che prevede, tramite l’utilizzo della cassa integrazione di lavorare meno ma lavorare tutti.

In realtà pare che l’azienda si stia muovendo in altra direzione. Il progetto è creare una società che si occupi di logistica e un’altra del settore presse. Nel primo caso i 41 lavoratori verrebbero “trasferiti” alla nuova azienda. Nel secondo caso ne verrebbero trasferiti 6 su 12, e per i 6 rimanenti si stanno trovando delle soluzioni. La filosofia di fondo del progetto è la riduzione dei costi di gestione. I due reparti sono costosi da mantenere soprattutto in un momento di riduzione dei volumi produttivi.

Quindi, creando due aziende “esterne”, ma sempre della Las mobili, queste potrebbero fornire servizi anche ad altre industrie del settore, in Abruzzo ma anche oltre. E’ un po’ come accaduto per il distretto del mobile di Pesaro, in cui le fabbriche per le presse si rivolgono a aziende specializzate a Pordenone. Nel caso del gruppo di Tortoreto questo si trova a dover cambiare tutta la linea produttiva, che è ormai sorpassata. Dovendo fare un investimento su nuovi macchinari è imprescindibile che il settore diventi produttivo. Va da sè che è importante che la Las Mobili riesca a creare una rete di mobilifici a cui offrire servizi, altrimenti l’operazione non sarebbe redditizia.

Il discorso in una fase successiva si potrebbe ampliare per altri due settori, il “prima lavorazione” e il “seconda lavorazione”. Anche in questo caso i Cobas annunciano che alla fine della prossima estate sono i 93 i lavoratori che potrebbero essere dichiarati in esubero. Anche in questo caso la Las mobili potrebbe decidere di esternalizzare la produzione in un’azienda propria che lavorerebbe anche per altri mobilifici del Centro-Sud, in modo da mantenere alti i livelli di produzione e ammortizzare i costi di tecnologia e personale. Certamente è un discorso tutto da costruire, soprattutto per quanto riguarda la sinergia con altre imprese. Ma è importante rimettere in equilibrio le finanze dell’impresa.

Certo è che i dipendenti del gruppo, che vengono da un lungo periodo di cassa integrazione, stanno vivendo un periodo di tensione, in cui temono per i propri posti di lavoro. I Cobas minacciano di indire uno sciopero se non verranno date rassicurazioni sul futuro dei 146 dipendenti interessati, a vario tutolo, dalla ristrutturazione.

Il prossimo incontro fra azienda e i sindacati si terrà il 27 novembre, ma sarà interlocutorio.

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