È serie D, esplode la festa: la città si colora di rossoblù

La cavalcata dell’Aquila: dalla benedizione di Papa Francesco alla volata finale
L’AQUILA. La festa è iniziata al gol di Jonathan Alessandro che ha ribaltato la sfida decisiva con il Capistrello, consegnando all’Aquila la serie D che mancava da cinque anni. È poi esplosa al triplice fischio, quando i 600 tifosi arrivati dal capoluogo hanno inondato il campo di San Benedetto dei Marsi. I caroselli sulla strada per L’Aquila hanno accompagnato il pullman della squadra. Lo aspettavano in centinaia al bar Racing, vicino allo stadio Gran Sasso. Lì la gioia liberatoria di una città che ha atteso troppo a lungo di brindare. «In questa occasione di festa per la città mi piace ricordare gli sforzi che hanno consentito di riconquistare un ruolo di prestigio nel panorama calcistico dopo anni di impegno in cui, se c’è una cosa che non è mai mancata, è stata la perseveranza», ha detto il sindaco Pierluigi Biondi, con la sciarpa rossoblù al collo durante la festa in campo. Ha invece commentato il presidente Salvatore Di Giovanni: «Vincere così è ancora più bello, negli ultimi cinque minuti abbiamo dimostrato quello che siamo. Questo risultato è frutto di un grosso lavoro e un grande merito va anche ai tifosi che ci hanno supportato per tutta la stagione».
È partita da lontano la cavalcata trionfale dell’Aquila. La costruzione dell’organico, affidata al direttore generale Simone Bernardini con il tecnico Massimo Epifani, non ha lasciato nulla al caso e alla fortuna. Sono stati tanti i giocatori scesi di categoria per indossare la maglia rossoblù. Numeri da record: 65 gol fatti, appena 15 subiti, di cui 6 in trasferta. Un vero e proprio bunker. Un ruolino di marcia che ha portato la squadra del capoluogo a collezionare 75 punti a tre giornate dalla bandiera a scacchi.
LA BENEDIZIONE del papa
La stagione dei rossoblù si è intrecciata con il sorriso di Papa Francesco, arrivato a L’Aquila in visita lo scorso 28 agosto, in occasione della Perdonanza Celestiniana. Sfumato l’atterraggio al Gran Sasso, con un blitz ad arte il Santo Padre ha ricevuto in dono la maglia dell’Aquila “Papa Francesco 1” con scritto all’interno "Prega per noi!" e l’ha benedetta.
Il RODAGGIO
Il 25 luglio è la data di inizio del ritiro. Nonostante molti giocatori avessero già giocato insieme, si sarebbero cimentati in un’altra categoria e avrebbero dovuto rendere conto a una piazza ancora scottata dal recente passato. Nella fase di rodaggio con alcuni punti lasciati per strada a dettare il passo è stato il Giulianova, travolto dall’entusiasmo, ma tecnicamente inferiore ai rossoblù.
la protesta
Nonostante il no della Lega dilettanti alla richiesta ufficiale, la squadra ha fatto il proprio ingresso in campo al Pallozzi con il Sulmona con la t-shirt bianca con la scritta “I morti non meritano percentuali”, in segno di solidarietà alla sentenza choc con la quale il giudice ha riconosciuto un concorso di colpa del 30% delle vittime del crollo del palazzo di via Campo di Fossa nel sisma del 2009. Un altro dei momenti toccanti della stagione che ha sancito la rinascita della squadra.
LA RETE DI SANTIROCCO
La scintilla che ha acceso il gruppo, come dichiarato dallo stesso capitano Alessandro Brunetti, è stata la rete siglata all’ultimo secondo da Nicola Santirocco al Gran Sasso con la Torrese (1-1), unita ad altre prestazioni al di sotto delle possibilità di una squadra costruita per vincere. In quell’abbraccio al numero 9 rossoblù l’essenza dello spirito corale di una squadra promossa a gruppo.
campioni D’INVERNO
A novembre L’Aquila acciuffa la prima posizione che terrà fino alla fine del campionato. Nonostante la stanchezza per il doppio impegno campionato – Coppa Italia, a dicembre arriva il titolo di campione d’inverno affiancato a numeri che già restituivano una squadra in salute pronta a spiccare il volo nel girone di ritorno. Con il mercato sono tornati in rossoblù Henri Shiba e Andrea Massetti, dopo l’arrivo a fine novembre di Matteo Sorrini. Pedine che hanno reso L’Aquila ancor più competitiva con l'imperativo della vittoria sempre più pressante.
l E CRITICHE
Qualche pareggio di troppo, soprattutto interno, unito al pari senza reti nello scontro diretto al Gran Sasso con Giulianova ha dato il via alle critiche arrivate da una parte della tifoseria.
la sconfitta in coppa
Con la sconfitta rimediata col Sambuceto ai rigori, lo scorso febbraio è sfumata la Coppa Italia regionale. Tutte le energie sono state quindi indirizzate al campionato in cui restava aperta la lotta con Giulianova e Renato Curi Angolana.
l’allungo
Con i punti persi per strada dalle due dirette concorrenti la lotta a tre è sfumata e L’Aquila è arrivata a staccare di 10 punti il Giulianova. Cavalcata trionfale fino al memorabile pomeriggio di San Benedetto, concluso con il bagno di folla sul terreno di gioco e i caroselli in tutta la città per l a rinascita di un club ripartito cinque anni fa dalla Prima Categoria.
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