A Castel del Monte c’è la notte delle streghe

15 Agosto 2017

Giovedì e venerdì la ricostruzione teatrale della tradizione cantata dai versi del poeta-pastore Francesco Giuliani

CASTEL DEL MONTE. Ballate d'amore, leggende e credenze popolari si intrecciano e rivivono tra le piazzette e le scalinate del borgo antico di Castel del Monte dove la sera di giovedì e venerdì si rappresenterà “La notte delle streghe - ru rite de re sette sporte”, uno spettacolo che ti conquista. Per goderne l'atmosfera bisogna mescolarsi nella folla di spettatori e attori che si rincorre nei luoghi più caratteristici del paese trasformati in un palcoscenico naturale. Questa recita corale notturna conferisce alla manifestazione castellana un fascino irripetibile.
“La notte delle streghe" è una suggestiva ricostruzione scenica di una credenza popolare. Racconta che qui, un tempo, si credeva alle streghe. E si credeva che quando una bimba appena nata si ammalava e il medico non ci capiva nulla, erano le streghe che volevano farla diventare una di loro.
Allora i parenti si riunivano e tenevano consiglio, e si decideva che per esorcizzare la “magia” bisognava fare il giro del paese e passare sotto sette archi di pietra (re sette sporte). Il giro si faceva dopo la mezzanotte quando le vie erano deserte, e la comare del battesimo doveva portare in braccio la bambina seguita in silenzio da altre donne.
Al termine del giro, per scacciare il sortilegio, si prendevano i vestitini della bimba e si andava fuori dal paese all’incrocio di due strade, si mettevano i vestitini sopra un pezzo di legno, si battevano con bastoni e poi si bruciavano.
Questa leggenda è stata tramandata fino a noi dai diari racconti (“Se ascoltar vi piace”) di Francesco Giuliani, il pastore-poeta di Castel del Monte. L’associazione culturale “La notte delle streghe” ha ricostruito in forma teatrale i racconti di Giuliani, una recita in dialetto castellano che ha conquistato il suo spazio nel panorama delle manifestazioni che tengono viva la tradizione popolare abruzzese, e che quest'anno viene riproposta giovedì 17 e venerdì 18 agosto nella sua ventiduesima edizione.
Il pubblico, suddiviso per gruppi, viene guidato di scena in scena negli angoli caratteristici del borgo antico illuminato dalle torce.
Si rappresenta di notte e vede impegnati nelle vesti di attori gli abitanti del paese. Lo spettacolo è un’emozione itinerante. La trama è sempre uguale, ma sorprende tutte le volte perché è interpretata in maniera diversa nelle “divagazioni” fantastiche che arricchiscono la trama principale. Durante il giorno, aspettando l'inizio della recita, il paese offre molteplici occasioni di intrattenimento, il caratteristico mercatino delle streghe, concertini e animazioni per le vie del paese, artisti di strada, iniziative e giochi per i bambini, stand gastronomici.
ASPETTANDO LA PERDONANZA. “Sulle tracce del drago” (vedi servizio a pagina 31), che vede coinvolti Riccardo Cicerone, Isabella Ferrini, Paolo Orsini e Gaetano Polichetti, rappresenta uno degli eventi del cartellone, in attesa della kermesse celestiniana. Concerti, esposizioni e momenti di riflessione sono messi in campo dal Concentus Serafino Aquilano proprio nei giorni che precedono l’accensione del Tripode. A palazzetto dei Nobili, sabato (ore 17.30), ci sarà l'inaugurazione della mostra d'arte contemporanea collegata all'evento “Gocce di perdono uniscono i popoli”. Esposizione che porta nomi importanti di artisti italiani e stranieri.
FOLLIE D’ESTATE. Sarà presentato giovedì alle 12 nella Sala Rivera di palazzo Fibbioni l’evento “Follie d’Estate”, organizzato dall’Associazione 180amici L’Aquila. Si tratta di un’altra proposta di avvicinamento inserita nel cartellone della 723° Perdonanza. Nel corso della conferenza stampa verranno illustrati il programma della manifestazione che si svolgerà dal 21 al 23 agosto nel parco dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio e le motivazioni che hanno spinto a far rivivere, a 16 anni dalla sua ultima edizione, quest’evento di memoria storica per la città di L’Aquila. La manifestazione nacque nel 1986 da un'idea di Giorgio Pitone, con l'obiettivo di generare momenti di incontro tra gli ospiti dell'ex manicomio di Collemaggio e la città. Contestualmente, verrà presentata la mostra foto-documentaria “I fiori del male – Donne in manicomio nel regime fascista».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.