A Castel di Sangro altri due contagiati

20 Marzo 2020

Sono un cuoco molisano e un campano che ha soggiornato in hotel: quarantena per 20 persone con cui ha avuto contatti

CASTEL DI SANGRO. I due nuovi pazienti infettati sono un cuoco molisano che lavora in un albergo di Roccaraso e un turista campano che nei giorni scorsi ha soggiornato in una struttura ricettiva di Castel di Sangro. Altri due casi positivi al Covid 19 nell’Alto Sangro, che si aggiungono alle due persone – un pensionato di 66 anni e un funzionario di banca di 59 anni – che nei giorni scorsi sono stati registrati nel centro altosangrino. Per lo chef di Rionero Sannitico, già sottoposto a tampone con esito negativo in un primo tempo, la seconda verifica ha accertato il contagio al virus e per questo è stato posto in isolamento domiciliare assieme a tutto il personale dell’albergo.
Positivo al coronavirus anche il turista campano in villeggiatura nei giorni scorsi a Castel di Sangro e che, tornato nella sua città, è stato trovato positivo al Covid 19. Dopo che è stato individuando l’albergo che lo ha ospitato, l’Asl ha provveduto a ordinare la quarantena di venti persone che risultano essere entrate in contatto con l’uomo. Può dirsi invece terminato l’isolamento volontario della famiglia di tre persone, messasi in quarantena dopo aver preso parte a un funerale in Puglia. Mentre c’è attesa per l’esito di un altro tampone eseguito su una donna ultranovantenne, sempre di Castel di Sangro, che nei giorni scorsi manifestava i sintomi del virus.
Il sindaco Angelo Caruso, visto l’incremento dei casi di contagio, invita la popolazione ad attenersi scrupolosamente alle disposizioni emanate dal Comune. «Non solo deve uscire una sola persona per famiglia, preferibilmente sempre la stessa», spiega Caruso, «ma l’uscita di casa per la spesa non deve essere fatta ogni giorno, ma due o tre volte a settimana». I consiglieri di opposizione del gruppo “Progetto Comune”, Alfredo Fioritto, Daniele Marinelli e Diego Carnevale, con una nota ieri hanno chiesto al primo cittadino di Castel di Sangro, in accordo con tutti i sindaci dell’Alto Sangro, «di attivarsi con la massima rapidità nei confronti del presidente della Regione e dei vertici dell’Asl per ottenere il potenziamento dell’ospedale, anche con il ripristino del servizio di rianimazione». Ma Caruso boccia la proposta: «Escludo la possibilità di trasformare l’ospedale di Castel di Sangro in centro Covid, in quanto pregiudicherebbe tutte le normali attività del presidio ospedaliero di cui ha bisogno la popolazione. E poi non si tratterebbe di una riattivazione della sala, ma di una realizzazione ex novo dei locali, privi delle attrezzature necessarie. Per ora è utopia».
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