A forte rischio l’operatività dei due uffici speciali

18 Settembre 2016

L’AQUILA. Preoccupazione nei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 rispetto ai fondi necessari a coprire le spettanze dei co.co.co. nei due uffici speciali per la ricostruzione, dell’Aquila...

L’AQUILA. Preoccupazione nei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 rispetto ai fondi necessari a coprire le spettanze dei co.co.co. nei due uffici speciali per la ricostruzione, dell’Aquila (Usra) e del cratere (Usrc) che pure sono stati prorogati per due anni. Una delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) non ha infatti previsto somme aggiuntive per il 2016. «Per il solo 2016 servirebbero 20 milioni di euro», spiegano i due coordinatori dei sindaci del cratere Francesco Di Paolo e Sandro Ciacchi, «e solo il costo dei 56 collaboratori impegnati negli Uffici territoriali della ricostruzione ha una copertura fino a giugno 2016, e ora sono i Comuni che stanno anticipando gli stipendi con risorse proprie, nella certezza che poi sarebbero arrivati i fondi del governo. A breve, dunque, se non ci saranno novità, i co.co.co. rimarranno senza stipendio». Le risorse assegnate dal governo per il personale dei due uffici speciali, riferiscono, di fatto va diviso a metà con la società in house controllata dalla Regione, Abruzzo Engineering, che punta sul sisma per tornare operativa. Da qui il pressing su Roma, in particolare da parte dei sindaci del cratere, visto che l’Usrc è il più colpito alla luce del fatto che sono in pericolo le prossime mensilità della seconda metà di quest’anno di 56 collaboratori. Martedì a Roma i sindaci faranno sentire la loro voce in un tavolo con il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli. Per i due amministratori del cratere del sisma si rischia, insomma, lo stallo del processo di ricostruzione «proprio ora che finalmente cominciano ad aprire i cantieri anche nei comuni del cratere sismico abruzzese, a oltre sette anni dal terremoto del 6 aprile 2009».