A messa coi genitori dei ragazzi scomparsi

L’incontro commosso tra il presule e l’associazione dei familiari fondata da padre Riziero Cerchi
ORTUCCHIO. Il vescovo Massaro incontra l’associazione “Genitori di stelle figli di speranza” ricordando a tutti che la fede riaccende la speranza. Padre Riziero Cerchi, parroco di Ortucchio, ha voluto organizzare un momento di conoscenza tra il vescovo, monsignor Giovanni Massaro, e i membri dell’associazione dai lui fondata nel 2008, approvata con statuto diocesano nel 2010 dal vescovo emerito, monsignor Pietro Santoro, che riunisce i genitori dei ragazzi morti prematuramente a causa di eventi drammatici, incidenti e malattie. L’associazione, che oggi conta otto distaccamenti in quattro regioni, dà la forza alle mamme e ai papà dei giovani che non ci sono più di guardare avanti grazie alla guida di padre Riziero e alla fede. Durante la celebrazione eucaristica sono state sistemate delle candele, una per ogni ragazzo scomparso, su una grande croce in legno posizionata al centro della navata della chiesa di Ortucchio ai piedi di un grande cartellone con tutte le loro foto. I genitori hanno poi salutato il vescovo e raccontato come l’associazione li stia aiutando in questo percorso dopo le difficili perdite subite. «Il vescovo all’inizio del sacerdozio mi chiese di fare da guida a un’associazione molto simile alla vostra», ha spiegato monsignor Massaro rivolgendosi ai genitori presenti, «non vi nascondo che ebbi un certo imbarazzo perché ero sacerdote da poco più di una settimana. Sono stato per alcuni anni assistente di quest’associazione e ho capito che perdere un figlio per un genitore non ha eguali. È qualcosa che va contro natura perché un genitore sui propri figli investe tutto. La perdita di un figlio è come la perdita di una prospettiva futuro. Ho capito che il dolore va condiviso, che le parole umane servono a poco e che solo la fede può aiutare non a dimenticare, perché non è possibile dimenticare, ma ad affrontare il dolore e la sofferenza. Solo la fede può accendere una luce e una speranza».
Il vescovo ha quindi ricordato alle mamme e ai papà che l’associazione rappresenta «una grande opportunità perché è vero che il dialogo e il confronto con gli altri non allevia il dolore, ma poter condividere con altri questa sofferenza aiuta a sopportare, ad andare avanti e ad affrontare la verità». (e.b.)
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