A Paterno si chiede la rimozione dell’antenna Wind

AVEZZANO. L'antenna Wind per la telefonia mobile posizionata a Paterno un anno e mezzo fa ha suscitato proteste e perplessità fin dal giorno della sua installazione. Cittadini preoccupati dal livello...
AVEZZANO. L'antenna Wind per la telefonia mobile posizionata a Paterno un anno e mezzo fa ha suscitato proteste e perplessità fin dal giorno della sua installazione. Cittadini preoccupati dal livello delle emissioni elettromagnetiche hanno levato più volte la voce nei confronti dell'amministrazione comunale ma, oltre alle solite rassicurazioni del momento, sembra che non abbiano ottenuto nulla di più, neanche quelle risposte che il Comune avrebbe dovuto fornire nel termine dei 30 giorni previsti dalla legge. Ora i residenti della frazione sono tornati alla carica, citando anche il codice di autotutela, che prevede il rispetto di certe misure e di determinate distanze dalle abitazioni e dalle proprietà private. In particolare i residenti di Pietragrossa fanno notare che la particella di terreno sulla quale è posizionata l'antenna ha una larghezza di soli otto metri e perciò viene giudicata assolutamente insufficiente in rapporto alle dimensioni dell'impianto e che non sono stati rispettati i parametri di legge previsti per il posizionamento di qualsiasi costruzione (la struttura è posizionata a meno di cinque metri dai confini con altre proprietà circostanti). In applicazione dell'istituto di autotutela, i residenti chiedono al Comune di revocare una autorizzazione provvisoria che secondo loro sta assumendo i connotati di quella definitiva. La lettera inviata al Comune di Avezzano, contenente appunti circostanziati e richiesta di revoca, è datata 7 novembre 2016. Laconico in proposito l'assessore Roberto Verdecchia: «Per i rilievi relativi ai campi elettromagnetici, la competenza è dell'Arta, mentre per quanto riguarda le distanze, se i confinanti ritengono di essere stati danneggiati, possono rivolgersi agli organi di Polizia locale che provvederanno alle verifiche. Il Comune è sicuro di aver rispettato alla lettera tutte le disposizioni di legge, per cui se i cittadini di Pietragrossa sono convinti di aver visto lesi i loro diritti, possono anche intraprendere una class action nei confronti del Comune».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

