A Pratola Peligna si adotta un orto

Così si va alla riscoperta dei cibi genuini per combattere la crisi
PRATOLA PELIGNA. Adottare un orto per mangiare sano e genuino. A Pratola Peligna si può fare. L’iniziativa è stata lanciata da un’azienda agricola bioturistica e ha già raccolto un discreto numero di adesioni. Chi aderisce al progetto si garantisce cibi coltivati biologicamente e contribuisce anche alla tutela di alcune erbe che sono in via di estinzione.
Non a caso l’azienda pratolana “Le favole di Gaia” fa parte del circuito “Coltiviamo la diversità”, del parco nazionale della Majella.
L’idea di adottare un orto è venuta a Mauro Mastrogiuseppe, insegnante e conduttore dell’azienda. «Siamo i depositari di una cultura millenaria che rischia di scomparire», afferma in riferimento al graduale abbandono delle coltivazioni e dei metodi di lavorazione dei prodotti della terra, «ma credo che sia necessaria un inversione di tendenza. Per farlo bisogna puntare su progetti e giovani». Un binomio già sperimentato con successo nella sua azienda che ospita i progetti “L’erba di casa mia” e “Le mani in pasta”. Attività riservate agli alunni delle scuole a cui viene insegnato a riconoscere le erbe commestibili e i metodi di lavorazione. Temi che sono al centro della fattoria didattica realizzata sempre nell’azienda pratolana. «Non solo», continua Mastrogiuseppe, «di recente abbiamo iniziato a produrre creme e confetture che vendiamo anche all’estero, con un discreto successo. Motivo che induce a pensare alla reale possibilità di puntare sull'agricoltura di qualità e fatta con metodi tradizionali, per cercare altre vie d’uscita dalla crisi».
Una strada imboccata anche da altre realtà del territorio che puntano sui prodotti locali.
Federico Cifani
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