A Roio tante gru, ma la strada è ancora lunga

Il punto sulla frazione. Accanto ai cantieri edili ormai avviati ci sono parecchi nodi da sciogliere
ROIO. «A dodici anni dal terremoto, in quasi tutte le frazioni di Roio è un brulicare di cantieri». Lo dice Fulgenzio Ciccozzi, lo storico di Roio. «La nota peculiare di questo periodo», continua Ciccozzi, «sono le corpose indicazioni riportate nelle tabelle esposte nei pannelli di rete dei perimetri che delimitano le aree dei lavori in corso alle quali, dal 2020, sono state aggiunte le regole da rispettare al fine di contenere la pandemia. Nonostante la vistosa operosità edile nella ricostruzione, a Roio Piano e Poggio vecchio c’è ancora moltissimo da fare. A Colle di Roio svetta una sola gru e il cuore della frazione è ancora tutto da rifare. Dati alla mano ci sono progetti parte seconda presentati, ma ancora da istruire. Diversa è la situazione a Santa Rufina dove i lavori sembrano essere ben avviati. Non è così per le case e gli spazi vuoti della stessa frazione che fanno da angolo all’Ara Pèe e proseguono per via Mazzini e via Casale. Dalle informazioni fornite dal sito dell’Usra restano da istruire solo tre aggregati. All’aia di Roio Piano, una delle piccole isole felici per i ragazzi, un tratto della palizzata che cinge la parte ludica della piazza è distesa a terra. Confidare in un po’ di attenzione da parte di chi ne usufruisce e di un minimo di manutenzione da parte del Comune, al quale è richiesto di rivolgere ogni tanto lo sguardo anche al di fuori delle mura, non sarebbe male. Sempre nella stessa frazione, a causa della messa in sicurezza della chiesetta della Madonna della Neve (Cona), al fine di agevolare l’inizio dei lavori di un aggregato, la Soprintendenza si è accorta della sua esistenza. Nulla di fatto anche per Santa Scolastica, al Poggio. Dopo le opere iniziali di risanamento del 2013, la chiesa di San Marciano aspetta che si concretizzino i lavori di consolidamento e di restauro come previsto da una delibera Cipe del 2017 in cui si evince lo stanziamento di 1.300.000 euro. Pare, invece, imminente il recupero della chiesetta di San Lorenzo della Serra. Per il santuario mariano del Poggio manca lo slancio finale per chiudere la partita. Poi c’è l’annoso problema del recupero dell’edificio pubblico di Roio Piano, ex scuola, che ormai entra di diritto negli annali per l’incuria in cui è lasciato e per il totale disinteresse da parte degli organi competenti e anche per l’indifferenza della gente. Un patrimonio della comunità che sta andando in malora e che invece richiederebbe un diverso approccio al fine di reperire spazi utili ai cittadini e creare occupazione. Stesso discorso per l’ex scuola e sede della delegazione al Poggio. Insomma, benché qualcosa si stia muovendo, la strada da percorrere è ancora lunga», conclude Ciccozzi. (g.p.)

