A Sulmona il primo cantiere Casa Italia

3 Novembre 2017

D’Alfonso e Marino hanno presentato il piano per la messa in sicurezza antisismica degli edifici. Prima tranche da 25 milioni

SULMONA. Prende il via il progetto di prevenzione dei rischi sismici e di messa in sicurezza degli immobili Casa Italia. Ieri sono arrivati a Sulmona, una delle dieci città italiane inserite nel progetto, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e il capo dipartimento Casa Italia della presidenza del Consiglio dei ministri, Roberto Marino.
In Comune, con il sindaco Annamaria Casini, erano presenti all’incontro anche i componenti dell’associazione Città sicura: ingegneri e tecnici che da mesi stanno elaborando la mappa degli edifici di Sulmona, per ognuno dei quali è prevista una scheda tecnica con caratteristiche ed eventuali criticità.
«Quello messo in campo dal governo è un programma pluriennale e normativo», ha detto il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, «che serve a fare prima quello che costa di meno e serve di più».
«La sfida di Casa Italia è una sfida imponente», ha aggiunto Roberto Marino, «la messa in sicurezza del patrimonio abitativo è uno sforzo che chiede la collaborazione di tutti i soggetti istituzionali e l’iniziativa dei privati. Il fine è evidente, in un Paese già colpito in passato da catastrofi e lutti. Su Sulmona in particolare c’è intenzione di intervenire con uno dei 10 cantieri pilota previsti dal progetto Casa Italia, per una prima tranche di 25 milioni di euro per l’intero progetto nazionale. Qui ci sono le condizioni per fare un intervento che non cali dall’alto, con una società civile che ha già espresso attraverso l’associazione dei professionisti un’attenzione e un impegno molto concreto sulla prevenzione sismica». Il progetto Casa Italia prevede investimenti nelle 10 città pilota, alle quali già da oggi si potrebbero aggiungere altre tre città abruzzesi, Penne, Atri e Lanciano, per 7 miliardi di euro l’anno per dieci anni per tutto il progetto Casa Italia. Come sottolinea lo stesso D’Alfonso: «Vogliamo aprire un fronte in altre città che hanno fragilità e valore e che hanno da dire storicamente e culturalmente in nome dell’Abruzzo e anche dell’Italia. Lì ci dobbiamo lavorare, mentre a Sulmona dobbiamo mettere in esercizio. Abbiamo una mappatura di questa città nel dossier Casa Italia e dobbiamo verificare quello che è più di valore e quello che è più a rischio per poi procedere», ha concluso il presidente.
Sui tempi di apertura del primo cantiere Roberto Marino non ha voluto sbilanciarsi. «Abbiamo aperto un laboratorio, non abbiamo esperienze precedenti e quindi credo sia prudente non dare un termine. Penso solo che sia interesse di tutti partire molto presto».
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