Abbattuti gli storici alberi tra le proteste dei cittadini

20 Agosto 2019

Operai con le motoseghe in azione da ieri mattina: cinque le piante da togliere «Assistiamo impotenti ai lavori voluti dal Comune, un’autentica vergogna»

AVEZZANO. Giù i primi alberi in piazza del Mercato, dove il taglio dei due platani, i primi a cadere sotto l’assalto delle motoseghe (5 quelli da eliminare), ha riportato alla mente la “genesi” di quel pezzo di storia della città che iniziò a pullulare di attività e diede i natali agli alberi negli anni del post terremoto. Quei rami che ieri mattina cadevano, infatti, oltre a scatenare scene di rabbia di tanti cittadini al di fuori del recinto del cantiere dove gli operai procedevano con il lavoro, hanno fatto scendere qualche lacrima sul volto di alcuni residenti storici del quartiere che in quegli anni spensierati giocavano tra le bancarelle di frutta e verdura. Gli alberi vengono abbattuti così come previsto nel progetto di riqualificazione della piazza, dove arriverà una struttura coperta.
«UNA VERGOGNA». «Ogni ramo che cade sotto l’attacco delle motoseghe», afferma Gianna Danese, una delle promotrici della petizione (oltre 1.500 firme) contro il taglio dei 7 alberi, insieme a Francesca Bisegna, «è come una pugnalata al cuore. Qui, nella piazza dove giocavamo da bambini, dopo il terremoto del 13 gennaio 1915 avevano portato il mercato della frutta e verdura. Qualche anno dopo, per ripararsi dal sole, quei commercianti iniziarono a piantare gli alberi. Sotto quelle chiome e le bancarelle di ferro di allora, dove nei mesi estivi i cocomerai mettevano pure gli ombrelloni, abbiamo giocato per tanti tempo e visto crescere quelle piante fino a diventare dei veri e propri giganti. Ora, nonostante le tante manifestazioni di contrarietà e la petizione popolare, siamo costretti ad assistere impotenti al taglio di quelle piante. È una autentica vergogna».
ALBERI IN SALUTE. Filosofia di pensiero ribadita, in forma più veemente, da Chiara Ranalli: «Questo è uno scempio, una vergogna. Quegli alberi monumentali, pezzi di storia della città, godevano di ottima salute, bastava semplicemente potarli, invece l’amministrazione comunale, sorda ai richiami popolari, ha preferito far entrare in azione le motoseghe». Per Benedetto Fortunato, quegli alberi che erano lì da quasi un secolo non davano alcun fastidio a nessuno: «Tagliarli è un’assurdità. L’amministrazione comunale poteva far elaborare un progetto di riqualificazione dell’intera piazza del Mercato che comprendesse il mantenimento in vita di quelle sette splendide piante».
LE ASSOCIAZIONI. «Tutte le associazioni, Auser in testa», scandisce Laura Saladino, presidente dell’Archeoclub, «che nei giorni passati hanno organizzato la contestazione, restano contrarie a quello scempio del verde pubblico portato avanti in nome di un progetto anonimo che non ha tenuto in nessun conto la volontà popolare. Ma nonostante gli accorati appelli di tantissime persone, anche di architetti come Paola Falcionelli, non c’è stato niente da fare: l’amministrazione ha proceduto senza ascoltare la cittadinanza, cosa gravissima e antidemocratica. La piazza poteva essere sistemata salvando gli alberi».
«QUANTI RICORDI». Seduti a un tavolo del bar Peppe, proprio di fronte alle motoseghe in azione, mentre gruppi di persone osservano e sbraitano e un addetto al servizio parcometri sanziona le auto parcheggiate in via del Mercato, dove è vietato il transito e la sosta, un gruppo di residenti del quartiere si lascia andare ai ricordi: «Quelle piante furono piantate subito dopo la Prima guerra mondiale. Qui da ragazzi, dopo che le piante erano cresciute e la sera si sentiva il cinguettio degli uccelli, ci appostavamo con le fionde per abbatterne qualcuno che ci si faceva la polenta. Ora, come se nulla fosse, il Comune li rade al suolo. Non si possono cancellare anni e anni di storia come se niente fosse».
COSÌ IL PROGETTO. Sul lato opposto, invece, continua il rumore delle motoseghe degli operai impegnati nel taglio delle cinque piante subito caricate su un camion che, nel giro di qualche giorno, porterà via quei pezzi di storia per lasciare spazio ai mezzi meccanici per lo sbancamento della pavimentazione della piazza, apripista della riqualificazione accolta con favore dai residenti, ma salvaguardando tutti e sette gli alberi. La storica area avrà una copertura di 800 metri quadrati con pannelli di vetro poggiati sulle strutture in acciaio stilizzate a forma di alberi. L’operazione creerà un unicum con l’ambiente circostante con fiore all’occhiello l’illuminazione impreziosita da giochi di luce in notturna per rendere la piazza con una cornice di aceri e aiuole più suggestiva. Sul lato ovest prenderà forma l’area destinata a verde pubblico con una varietà di alberi per assicurare un’ampia diversità di colori e fioriture in estate e autunno. Sul lato nord nascerà un info-point, mentre l’area coperta ospiterà il mercato alimentare e le manifestazioni. A est nascerà uno spazio per la sosta e il relax, mentre l’antica fontanella sarà rialzata. In piazza del Mercato, comunque, saranno piantumati 11 nuovi alberelli.
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