Abitazione a rischio crollo I residenti: abbiamo paura

2 Aprile 2019

TRASACCO. Non bastano le transenne per eliminare i rischi in via Barberini a Trasacco, dove le tante famiglie che abitano a ridosso di una vecchia casa, fonte di degrado e di pericolo soprattutto per...

TRASACCO. Non bastano le transenne per eliminare i rischi in via Barberini a Trasacco, dove le tante famiglie che abitano a ridosso di una vecchia casa, fonte di degrado e di pericolo soprattutto per i bambini, dicono basta. «Qui», afferma Antonina Rossini, la residente più anziana della strada, «sta cadendo tutto a pezzi. Qualcuno intervenga per mettere fine a questo stato di cose che sta peggiorando, anno dopo anno, con il rischio che succeda qualche disgrazia. Il palazzo è ridotto in pessime condizioni, se cede finisce addosso alle case di fronte che si trovano a pochi metri».
La stradina, infatti, è molto stretta, mentre le transenne installate dal Comune hanno ridotto ulteriormente lo spazio per il transito. La storia della palazzina pericolante, dove qualcuno ha rubato il portale di ingresso, mentre altri l’hanno usata come ricovero o immondezzaio, si trascina da quasi dieci anni, senza trovare soluzione.
«Il Comune», aggiunge la donna, «faccia qualcosa per risolvere la questione una volta per tutte, per una questione di sicurezza e di decoro. Non possiamo vivere con il terrore che prima o poi quel palazzo ci crolli addosso». Il grido di dolore di nonna Antonina, condiviso dalle famiglie che risiedono nelle vicinanze della palazzina pericolante, riaccende i riflettori su una storia datata che si trascina da quasi un decennio senza trovare soluzione: la prima ordinanza del Comune, infatti, risale all’anno 2010, quando l’allora sindaco ordinò ai proprietari la disinfestazione e derattizzazione dello stabile finito anche in mezzo a un fallimento, ma fu rifiutato dai creditori. Nel 2016, vista la situazione, l’Ente fece scattare la seconda ordinanza per messa in sicurezza o l’abbattimento della palazzina per questioni di sicurezza, ma anche in questo caso tutto è rimasto come prima, mentre nel 2017 gli eredi della famiglia sono stati denunciati alla Procura dalla polizia locale per inottemperanza all’ordine di demolizione o messa in sicurezza. (m.s.)
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