L’Aquila

Abruzzo in fiamme, vigili del fuoco in rivolta: «Siamo allo stremo»

5 Settembre 2026

Il sindacato Conapo ha proclamato lo stato d’agitazione in provincia dell’Aquila dopo i tanti incendi scoppiati in estate. “Turni massacranti, mancati recuperi e carenze: è a rischio la sicurezza delle persone e degli interventi”

L’AQUILA. Stato di agitazione a livello provinciale per il personale dei Vigili del Fuoco dell’Aquila. A proclamarlo è il Conapo, il principale sindacato, che denuncia una situazione ormai al limite dopo settimane segnate dall’emergenza incendi boschivi, da turni gravosi e da una gestione del dispositivo di soccorso giudicata «inaccettabile». Secondo il sindacato, il personale continua a essere sottoposto a forte pressione, con rimodulazioni e raddoppi dei turni che avrebbero pesanti ricadute sui tempi di recupero psicofisico. Le criticità, riferisce il Conapo, erano già state segnalate formalmente il 18 agosto e sollecitate di nuovo il 29 agosto, senza ottenere «un adeguato riscontro» né l’apertura del confronto richiesto. Nel mirino finiscono i provvedimenti adottati sulla turnazione. Per il sindacato, invece di ricorrere a una programmazione adeguata e all’attivazione delle risorse previste, si sarebbe continuato a chiedere ulteriori sacrifici a personale già provato. «Non chiediamo altro che applicare quanto chiaramente previsto dalle circolari ministeriali a tutela di tutti», sottolinea il Conapo.

«Non si può pensare di affrontare un’emergenza di queste dimensioni continuando a chiedere sacrifici agli stessi uomini fino a portarli all’esaurimento», denuncia l’organizzazione facendo riferimento ai tanti, gravi, incendi dell’estate: Morrone, Lucoli, Roio, altopiano delle Rocche, tanto per citare i principali. «La professionalità, il senso del dovere e lo spirito di sacrificio dei Vigili del Fuoco non possono diventare l’alibi per coprire indefinitamente carenze organizzative e incapacità di programmazione». Il Conapo contesta una gestione che, a suo giudizio, non garantisce né un adeguato dispositivo di soccorso né condizioni di lavoro sostenibili. «Il paradosso è evidente: si continua a chiedere ai Vigili del Fuoco di lavorare sempre di più, ma questo non significa necessariamente riuscire a spegnere gli incendi più rapidamente. Un personale stremato non è una risorsa inesauribile». Altro fronte è quello delle relazioni sindacali. Il Conapo parla di «totale deterioramento», sostenendo che le comunicazioni formali siano rimaste senza risposta e le interlocuzioni informali siano state ignorate. «Sono state superate tutte le soglie della tollerabilità», afferma il sindacato, che annuncia iniziative previste dalla legge, fino allo sciopero provinciale e non esclude di sottoporre la situazione alle autorità giudiziarie. «Qui non è più in gioco soltanto il disagio dei lavoratori. È in gioco la sicurezza dei Vigili del Fuoco e l’efficienza del soccorso». La richiesta è di garantire recuperi adeguati, rafforzare il dispositivo quando necessario e riaprire il confronto sindacale. «Altrimenti sarà mobilitazione».

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