Abruzzo, la Regione al governo: bloccare il progetto del gasdotto

25 Marzo 2015

Al ministero la conferenza di servizi. L’assessore Mazzocca ha scritto due lettere, una alla Snam Rete Gas e una alla presidenza del consiglio, in seguito all’esplosione del gasdotto a Mutignano di Pineto

SULMONA. Il blocco immediato delle procedure per il metanodotto e la centrale Snam, l’avvio di possibili azioni legali e la messa in sicurezza degli impianti esistenti. Riparte da queste richieste la battaglia della Regione contro la multinazionale del gas, alla vigilia della conferenza dei servizi di domani a Roma. L’assessore regionale all’Ambiente, Mario Mazzocca, ha scritto due lettere, una alla Snam Rete Gas e una alla presidenza del consiglio, in seguito all’esplosione del gasdotto a Mutignano di Pineto. «Abbiamo voluto sottolineare» interviene Mazzocca «come, contrariamente a quanto detto da Snam, non si è trattato di una semplice fuoriuscita di gas sul tratto di una decina di metri, bensì di una vera e propria esplosione del metanodotto, che ha causato il ferimento di 11 persone, il danneggiamento degli edifici, l’evacuazione di intere famiglie, oltre a centinaia di migliaia di euro di danni. Secondo la Snam la causa dell’incidente è dovuta alla scarsa stabilità del suolo. Va precisato, però, che Mutignano si trova in collina, in un ambito rurale, dunque a bassissima densità edilizia e abitativa, in un’area da cui non sembrano emergere evidenti fenomeni di dissesto». La Regione, dunque, smonta punto per punto le tesi della Snam e va oltre, annunciando azioni legali, investigando sugli impianti esistenti e chiedendo «ampie e puntuali garanzie, un piano di manutenzione e una verifica accurata delle infrastrutture realizzate, con monitoraggi e verifiche di esercizio passate e future, stato di manutenzione dell'intera rete metanifera, misure di prevenzione; con particolare attenzione ai territori a rischio sismico, restando ferma la valutazione di questa Regione circa la futura promozione di azioni legali nei confronti di Snam Rete Gas».

Da qui il no al metanodotto Sulmona-Foligno e alla centrale di Sulmona ribadito anche dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli. «L’incidente» aggiunge «avvalora i dubbi che questa Regione ha sempre avuto su opere di questa natura, in particolare sul metanodotto Sulmona-Foligno e sulla centrale di Sulmona. L’Abruzzo non può continuare a confidare nelle rassicurazioni di Snam, per la massima sismicità della zona».

L’appuntamento, alle 10 di domani al ministero dello Sviluppo economico, è il secondo sul gasdotto della Dorsale Appenninica. I Comitati cittadini per l'ambiente saranno in presidio. (f.p.)

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