Abusive le antenne di radio e tv a Roio

26 Maggio 2016

Lo ha deciso il giudice che ha accolto il ricorso dei Beni Separati contro Rai e Mediaset: «Occupazione illegale»

L’AQUILA. Una sentenza clamorosa che, se applicata, causerebbe l’oscuramento dell’emittenza pubblica e privata. Il commissario regionale degli Usi civici, Camillo Romandini, ha depositato una sentenza nella quale dichiara che le antenne televisive, radiofoniche e telefoniche in cima a colle di Monteluco di Rio, frazione del Comune dell’Aquila, sono abusive perché i terreni sono gravati da uso civico. Si tratta di una causa che era stata avviata dall’amministrazione separata di Roio contro il Comune, la Regione e le principali emittenti: da Rai Way a Mediaset, fino a Onda Tv. Per altre piccole emittenti, invece, non ci sono sanzioni.

Il ricorso era stato presentato sostenendo che a Roio ci sono da decenni degli impianti radiotelevisivi senza alcun pagamento di canone nonostante l’invito rivolto per arrivare a una regolarizzazione.

Il giudice ha dichiarato abusiva l’occupazione dei terreni a favore dei ricorrenti disponendo la reintegra a spese degli occupatori illegali.

«Ferma restando la finalità pubblica del servizio reso dagli occupanti», dice il giudice, «ciò, tuttavia, non legittima la persistenza dell’occupazione abusiva dei terreni gravati da uso civico. Peraltro ben potranno le diverse società occupatrici procedere alla regolarizzazione delle posizioni, pure auspicata dall’amministrazione ricorrente».

«Passando al merito della vicenda» dice ancora il giudice, «la consulenza tecnica ha consentito di ripercorrere la storia e natura dei terreni oggetto dell’occupazione da parte delle varie società resistenti alcune delle quali hanno realizzato le strutture comprensive anche delle antenne per la ricezione, mentre altre si sono limitate ad allacciarsi alle stesse ed utilizzarle in virtù di contratti di locazione con le società proprietarie».

Sempre secondo il giudice le altre piccole emittenti che che hanno soltanto contratti di affitto non possono essere chiamate a rispondere «fatta salva ogni eventuale azione di rivalsa che esse potrebbero ottenere dai loro locatori a titolo risarcitorio». Questo perché, di fatto, non hanno occupato spazi.

Le piccole emittenti si sono salvate ma resta il fatto che gli impianti ai quali si appoggiavano non possono stare lì quindi, in qualche modo, seguiranno le sorti delle principali radio e tv. Nella sentenza, comunque, non ci sono sanzioni contro il Comune. Il ricorso è stato redatto dall’avvocato Rodolfo Ludovici.

Le parti resistenti sono difese dai legali Riccardo Lopardi, Massimo Manieri, Alessandra Dundee, Fabrizio Foglietti.

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