Abuso d’ufficio, a processo gli ex vertici del Parco della Maiella
È iniziato martedì scorso il processo nei confronti degli ex vertici del Parco nazionale della Maiella, il presidente Franco Iezzi e il direttore Oremo Di Nino. I due sono accusati di abuso d’ufficio...
È iniziato martedì scorso il processo nei confronti degli ex vertici del Parco nazionale della Maiella, il presidente Franco Iezzi e il direttore Oremo Di Nino.
I due sono accusati di abuso d’ufficio in concorso per aver rispettivamente favorito e rilasciato il nulla osta a sanatoria, per interventi edilizi e il completamento dei lavori in località San Paolo nel comune di Caramanico Terme.
Tale condotta, sempre secondo le accuse del pubblico ministero, sarebbe stata posta in essere nonostante vi fossero stati, per la medesima richiesta di sanatoria, dapprima il preavviso di diniego da parte dell’ex direttore dell’ente Parco Nicola Cimini, in data 28 febbraio 2013, e successivamente il provvedimento definitivo di diniego da parte del coordinatore direttore facente funzioni, in quanto i manufatti in oggetto, sarebbero stati realizzati abusivamente e in totale difformità dei permessi a costruire rilasciati dall’Ente parco della Maiella.
Permessi che prevedevano lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria e di recupero e risanamento conservativo con esclusione di interventi di ristrutturazione e nuova edificazione, quali quelli che sarebbero stati, invece, realizzati dall’allora vicesindaco di Caramanico Antonio De Vita.
Sempre secondo quanto sostenuto dal pubblico ministero, il rilascio del nulla osta in sanatoria da parte di Iezzi e Di Nino, avrebbe procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale derivante dall’aumento di valore commerciale dei manufatti sanati con conseguente danno a carico del patrimonio agroforestale dello Stato.
Nel corso della prima udienza del processo al tribunale di Sulmona, sono stati ascoltati gli uomini della Guardia di finanza che hanno operato i controlli e le verifiche.
Il processo è stato quindi aggiornato al prossimo 26 marzo. In quella sede dovranno essere ascoltati altri sei testimoni. (c.l.)
I due sono accusati di abuso d’ufficio in concorso per aver rispettivamente favorito e rilasciato il nulla osta a sanatoria, per interventi edilizi e il completamento dei lavori in località San Paolo nel comune di Caramanico Terme.
Tale condotta, sempre secondo le accuse del pubblico ministero, sarebbe stata posta in essere nonostante vi fossero stati, per la medesima richiesta di sanatoria, dapprima il preavviso di diniego da parte dell’ex direttore dell’ente Parco Nicola Cimini, in data 28 febbraio 2013, e successivamente il provvedimento definitivo di diniego da parte del coordinatore direttore facente funzioni, in quanto i manufatti in oggetto, sarebbero stati realizzati abusivamente e in totale difformità dei permessi a costruire rilasciati dall’Ente parco della Maiella.
Permessi che prevedevano lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria e di recupero e risanamento conservativo con esclusione di interventi di ristrutturazione e nuova edificazione, quali quelli che sarebbero stati, invece, realizzati dall’allora vicesindaco di Caramanico Antonio De Vita.
Sempre secondo quanto sostenuto dal pubblico ministero, il rilascio del nulla osta in sanatoria da parte di Iezzi e Di Nino, avrebbe procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale derivante dall’aumento di valore commerciale dei manufatti sanati con conseguente danno a carico del patrimonio agroforestale dello Stato.
Nel corso della prima udienza del processo al tribunale di Sulmona, sono stati ascoltati gli uomini della Guardia di finanza che hanno operato i controlli e le verifiche.
Il processo è stato quindi aggiornato al prossimo 26 marzo. In quella sede dovranno essere ascoltati altri sei testimoni. (c.l.)

