Abuso di telecamere, il poliziotto si difende

12 Novembre 2019

Carsoli, il legale dell’agente: «Installate su richiesta dei residenti dopo i furti, il sindaco sapeva»

CARSOLI. «Le telecamere erano state installate su richiesta formale di gran parte degli abitanti di Montesabinese, per ragioni di sicurezza, perché si erano verificati dei furti». Lo spiega il legale dell’agente di polizia stradale indagato per abuso d’ufficio sul caso che coinvolge la frazione di Carsoli. Secondo l’avvocato Gianfranco Restaino, che assiste il poliziotto Angelo Petruccetti, «il sindaco e i proprietari delle abitazioni ne erano a conoscenza. Gli abitanti erano sollevati dal fatto che fossero state installate delle videocamere perché spesso si ritrovavano la casa svaligiata. Per loro era una forma di sicurezza e di garanzia». Quindi, in sostanza, la gran parte dei proprietari, secondo la difesa, era d’accordo. «Anche la Pro loco», continua il legale, «ne era a conoscenza e aveva dato l’ok». La Procura di Avezzano ha aperto un’inchiesta per fare luce sulla vicenda e il poliziotto dovrà essere ascoltato giovedì dal pm Maurizio Cerrato. Le indagini riguardano due filoni. Uno è quello collegato alla presunta violazione della privacy causata dalla massiccia presenza di telecamere. Un altro, invece, riguarderebbe l’intervento del sindaco Velia Nazzarro e della polizia locale che ha multato e fatto rimuovere le tre auto dell’agente di polizia durante l’intervento delle “Iene” di Italia 1. (p.g.)
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